| Düsseldorf |
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| Scritto da Andrea Giampiccolo | |||
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Una scacchiera di alberi mutilati, senza braccia per coprirsi dal vento, e di anime scolpite dalla guerra in statue: in mezzo il Reno lava se stesso con spugne di mattoni rossi e schiuma di edifici distrutti, di fantasmi di cuori andati, pieni ancora di birra e vento.
La sera le luci ambrate riflesse dei boccali, dissolvono il passato. Rimangono le lanterne a gas, ammiccanti alle vie, all'odore della gente, e alle finestre dai camini sorridenti. Ed una enorme voglia di Te che non esisti.
Ti sorprende il Reno in sottofondo che culla tutto.
II
Te, che non esisti, sei un punto di questo cielo, un aquilone che un bimbo ancora insegue.
Te, che non esisti, sei solo un albero di questo paesaggio, ma che dell'autore è la firma.
Te, che non esisti, sei il respiro sordo, di un torrentello strozzato in mezzo.
Te, che non esisti, sei lo stupore sul mio volto ed il lampo di uno scoiattolo che fugge.
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