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Babel di A. G. Inarritu Stampa E-mail
Scritto da davide   

{nomultithumb} Image Image Vincitore all’ultimo festival di Cannes della palma d’argento per la miglior regia,arriva nelle nostre sale il nuovo film di Alejandro Gonzalez Inarritu: BABEL. Già autore di 2 pellicole di culto come AMORES PERROS e 21 GRAMMI, il giovane cineasta messicano ci propone questa volta un’apologo sulla casualità degli eventi e di come anche un minimo episodio,in questo caso l’arrivo di un fucile in una famiglia marocchina, possa stravolgere la vita di più persone in varie parti del mondo in una torre di babele che intreccia storie su livelli geografici, temporali e linguistici.

 

Image Image Girato tra Marocco,Stati Uniti,Giappone e Messico, Babel è un film che commuove e stupisce grazie anche alla fotografia di Rodrigo Pietro che varia a seconda della collocazione geografica delle varie scene,alla bellissima sceneggiatura di Guillermo Arriaga e alle struggenti musiche di Gustavo Santaolalla già premio oscar per BROKEBACK MOUNTAIN. Nel cast,l’attore giapponese Koji Yakusho,l’ormai affermato Gael Garcia Bernal,Cate Blanchett e Brad Pitt; questi ultimi in due performance d’altissimo rilievo.

Ciò che rimane allo spettatore,dopo la visione di Babel,è il ritratto di un'umanità ignorante, che non riesce a comunicare e, soprattutto, che non riesce ad agire.Un film corposo,avvolgente e pieno che non lascia sicuramente indifferenti. 

(estratto da recensione per telenova)

 
Discussione (4 posts)
Babel di A. G. Inarritu
Mar 24 2007 14:21:55
Questa discussione riguarda il contenuto dell´articolo: Babel di A. G. Inarritu

riporto i commenti:
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FILM di rara bellezza, sia per la complessità della sceneggiatura ma anche per la diversità delle diverse ambientazioni e interpretazioni. Fa da sfondo il dolore e l'ineluttabilità del destino, ma quando la danza delle immagini e le note della colonna sonora prendono il sopravvento la pura poesia diventa protagonista assoluta.

Inserito da Andrea Giampiccolo, il 02/21/2007 alle 20:10
#47
Re:Babel di A. G. Inarritu
Apr 22 2007 09:17:04
Che meraviglia quest’ultimo film di Iñárritu. è un film alchimistico, introspettivo ma allo stesso tempo aggressivo e soprattutto commovente.
Un tocco d’autore che l’autore ha realizzato attraverso il racconto di quattro storie parallele che si consumano in tre punti diversi del mondo.
Gli ambiti sono completamente diversi, ma quello che risuona come un terremoto è la solitudine, elemento prevaricante che, nonostante storie diverse si respira in ogni singolo contesto.
L’alchimia del film viene espressa attraverso un complesso introspettivismo accompagnato da una colonna sonora meravigliosa.
Le quattro storie fanno venire la pelle d’oca, fanno piangere, riflettere, sperare, soffrire. Una multiculturalità che deve piegarsi davanti all’estrema sensibilità dell’essere umano; una comple ssità burocratica che, cinicamente, ti gira le spalle nel momento del bisogno e senza pietà, ti abbandona nell’oblio della disperazione.
Un film in lingue diverse che entra nel profondo, ti tocca il cuore, te lo avvolge e te lo restituisce arricchito.
#81
Re:Babel di A. G. Inarritu
Sep 05 2007 10:17:17
Il film non è certo da buttare, anzi... Tuttavia a me è risultato tutto un pò artificiale... Per fare un film "multiculturale" non basta certo creare tre o quattro situazioni sparse in giro per il mondo cercando poi nei modi più inverosimili di unirle...! (il culmine è il fucile che lo sceneggiatore fa finire in mano ai bambini marocchini... Ma quel giapponese che battuta di caccia avrà fatto mai in una zona semidesertica dove non si vede animale vivo tranne un paio di capre??! ). Ma potrei anche accettare qualche forzatura se dietro ci fosse quel messaggio "complesso", quell'"entrare nel profondo" di cui si parla... Io non ci ho visto niente di così profondo... Dei personaggi che appaiono non viene dato che una sorta di archetipo e di tutte le storie alla fine non ne viene approfondita nessuna. E il messaggio che emerge a un certo punto sembra essere: quanto più povera è la gente più è generosa, allegra e buona...quanto più la gente è ricca e di paesi potenti, più sarà egoista e superficiale...! Insomma, alcuni punti sono commoventi e riusciti ma nel complesso non ci vedo tutta quella "profondità" di cui si è parlato...
#112
Re:Babel di A. G. Inarritu
Sep 05 2007 20:19:04
Il punta di forza di questo film è la forte somiglianza fra il nostro sguardo o la nostra capacità di guardare ed il mondo globalizzato che abbiamo come paesaggio.

Forse è vero che tutte le storie affrontate sono una sorta di archetipo senza una profondità vera. Ma in fondo questo è il nostro sguardo sulle cose: Superficiale. Non potrebbe essere altrimenti vista la complessità dei fenomeni culturali, economici e umani a causa della globalizzazione.

Le interpretazioni, sempre drammatiche e dense di pathos, sono molto realistiche e fanno perdere di vista il meccanismo artificiale dell' intreccio di storie. Paradossalmente il realismo citato, insieme ad una sceneggiatura che camaleonticamente si adatta ad ogni diverso scenario, fanno dimenticare i salti di "merdiani" fra una scena e l'altra.

Inoltre il processo di causa/effetto, qui un pò sotto accusa, rimanda a quelli veri, che causano guerre di petrolio e fame di miseria dall'altra parte del mondo, lontano e proprio al limite del nostro sguardo.

Il film mi è piaciuto perchè tocca per la prima volta l'essenza stessa di un mondo globalizzato. Certo senza approfondire troppo... ma con la forza dello sguardo (tipico del cinema) e dell'emozione...
#113

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