| Confidenze troppo intime di P. Leconte |
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| Scritto da Andrea Giampiccolo | |||
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Il titolo fa pensare al solito film con tante allusioni lesive dei nostri più "sacri" vizi e tanto di ammiccamento al voyerismo più facile. Eppure nessuno dei due aspetti è presente ed allo stesso tempo è assente. Il gioco del regista è perfetto: riesce da un lato a raccontare e discutere dei bisogni umani e delle sue carenze, dall'altro riesce ad incollare allo schermo con un lavoro sottile sulla psicologia dello spettatore.
La trama nasce da eventi fortuiti, come casuali sono le possibilita' d'incontro delle persone: una donna sbaglia porta in un piano e racconta le sue disgrazie sentimentali e sessuali ad un analista fiscale piuttosco che al psicologo, con cui aveva appuntamento per la prima volta. L' analista fiscale non approfitta con malizia delle confidenze intime di una sensuale donna ma rimane coinvolto e profondamente turbato da queste, non riuscendo e non volendo risolvere il malinteso. Ne nasce una commedia frizzante e mai banale, che si avvale anche di scelte tecniche di notevole impatto estetico e funzionali alla trama: per esempio la timidezza ed i pensieri confusi dei protagonisti sono sottolineati dal traballare della macchina da presa sul loro viso in primo piano. Gli occhi spiritati del protagonista, mentre la protagonista racconta le fantasie del marito a tre, e mentre la telecamera zooma avanti e indierto sul volto di lui, sono di una bellezza e di una empatia rara nel cinema quanto nella vita.
Splendida è anche la figura del vero psicologo, che, consultato dal falso psicologo, si dimostra quanto veniale quanto assolutamente inutile nel gioco delle parti. E' tuttavia una figura che sottolinea e spiega le situazioni o le soluzioni già evidenti, ma che non ha nessun ruolo attivo come nella vita reale, almeno quando i problemi sono lievi e non patologici.
Questo film mi ha molto incuriosito sulla figura del regista Leconte, spero di aggiornarvi a presto con nuove recensioni.
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Confidenze troppo intime di P. Leconte
May 02 2007 21:38:01 Questa discussione riguarda il contenuto dell´articolo: Confidenze troppo intime di P. Leconte
Che Leconte non veda di buon occhio psicologi e psicanalisti sembra abbastanza palese. Ma altrettanto palese è l'intezione del regista di sottolineare l'importanza del saper ascoltare e del voler comunicare. Ascolto e comunicazione permettono ai due protagonisti di riscoprire se stessi, di far emergere aspetti nascosti delle proprie personalità e sopratutto di uscire dalla gabbia di abitudinarietà che si sono creati intorno. Ascolto e comunicazione permettono anche di far entrare in gabbia un altro personaggio del film. Stavolta la gabbia è quella di un ascensore ed il personaggio è un paziente del "vero" psicanalista affetto da manie claustrofobiche. Ed è la protagonista che, incontrando poche volte il paziente all'ingresso dello stabile, lo persuade dal salire sempre le scale a piedi e lo convince a prendere l'ascensore. Un altro segnalibro nella pagina del contrapposto dualismo scienza-coscienza. |
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Re:Confidenze troppo intime di P. Leconte
May 03 2007 15:47:47 La leggera ironia del regista da un giudizio netto della scienza psicanalitica. Tuttavia il giudizio secondo me non e' negativo, in quanto la vicenda principale contiene ed utilizza ai suoi fini le rudimenta di tale scienza.
I due protagonisti infatti si curano a vicenda con il dialogo, l'ascolto e diventando alternativamente dottore e paziente. Sono d'accordo con te, duck Il vero dottore film da ottimi consigli al protagonista nel gestire la sua situazione di falso dottore, lo stesso non lo posso dire nei confronti dei suoi stessi pazienti...... |
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