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Saimir di F. Munzi Stampa E-mail
Scritto da Andrea Giampiccolo   

 

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l'albania non è più una terra lontana, e purtroppo sta diventando un epiteto che noi italiamo diamo alle cose sporche che non ci piacciono. Mi ricordo che a Milano qualsiasi atto criminale commesso  era subito, con una associazione altrattanto criminale di pensieri, imputata agli Albanesi. Come se noi italiani fossimo angeli...

 

 

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Noi italiani in realtà abbiamo un debito morale e storico con l'albania. Non dobbiamo neanche pensare per un momento di essere la loro America, loro sono invece lo specchio della nostra anima nazionale. In loro vedo le stesse nostre speranze di cittadini delusi e la stessa voglia di redenzione dalla miseria. In loro vedo la stessa nostra capacità di industrializzarsi per sopravvivere al quotidiano, anche se talvolta in maniera illegale ma forse non in maniera differente da noi.

 

Nel bellissimo film di Munzi un ragazzo albanese si ribella al padre che sopravviveva al quotidiano trasportando clandestini. E si rende conto, come talvolta qualcuno di noi, che non si può non sorvolare sulle proprie responsabilità e colpe. Se si trasporta una prostituta minorenne clandestina non si può chiudere un occhio.

Eppure i clienti italiani non ci facevano caso, un ragazzo albanese si.

 

 

 
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