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Saturno Contro di Ferzan Ozpetek Stampa E-mail
Scritto da Andrea Giampiccolo   
locandina locandina

Si potrebbe dire, didatticamente e in maniera riduttiva di fronte ad una forma d'arte che in quanto tale non deve essere ridotta ad uno strumento didattico, che il film affronta due problemi: l'omosessualità con il suo impatto nelle cosuetudini sociali e la tragedia lancinante della sparizione improvvisa di una persona cara.

In realtà man mano che scorrevano le immagini al cinema, mi rendevo conto che forse al regista non importa un "fico secco" della nostra opinione sul'omosessualità e che anzi è la mio ottica miope che mi fa vedere l'omosessualità come un tema e non come uno scenario in cui si innesta la tragedia del film. Quindi è meglio tralasciare questa mio errore di valutazione e di educazione.

 

scena scena

Le crisi di due coppie, una etero e una gay, è anch'essa uno scenario in cui impiantare la tragedia di una morte improvvisa, tuttavia non può che suggestionarci e creare dubbi e tensioni morali che poco dialogo avrebbero con la mediocrità dei nostri politici filo-cattolici o finto-laici. Fare di questo "scenario" un critica manifesta alla pochezza dimostrata in parlamento sui pacs è fin troppo facile e distoglie dalle parole del protagonista: "spero che nulla cambi, vorrei che tutti i miei amici rimangono cosi come sono adesso", lui morirà a breve e testimonierà con la sua morte la caducità delle cose e dei sentimenti.

 

Il film di Ozpetek è bello intenso come una discussione profonda fatta da amici sul senso della vita, e sul valore dei legami dell'amicizia. Poi se rimane tempo, possiamo discutere di omosessualità e dei pacs, ma su questi temi le singole persone sono talvolta più mature e consapevoli della società stessa ed un confronto può essere solo vacuo.

 
Discussione (1 posts)
Saturno Contro di Ferzan Ozpetek
Mar 24 2007 14:07:39
Questa discussione riguarda il contenuto dell´articolo: Saturno Contro di Ferzan Ozpetek

riporto i commenti:
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La ripetitività dei 'caratteri' e delle 'ambientazioni' di Ozpetek suggerisce, invece, l'intento educativo. E' probabilmente vero che il tema del film sia la tragedia e la caducità delle cose e dei sentimenti, ma le ambientazioni e i personaggi in cui viene presentato questo tema, invitabilmente trascina con sè tutta una serie di altre tematiche che fanno i conti con i nostri pregiudizi e le nostre credenze. La stessa identica tragedia poteva accadere in un contesto familiare e sociale di impianto fortemente religioso, allora forse sarebbe stato affrontato diversamente e con altre risoluzioni. Il contesto e i personaggi per forza di cose danno un'impronta all'esperienza che si intende raccontare.
Io ho trovato questo film 'inutile'. Forse è un giudizio troppo forte, me ne rendo conto, ma il tentativo del regista di scioccare e poi far riflettere mi sembra blando e forzato. Per non parlare della risoluzione finale, veloce e indolore, che riguarda i genitori del povero Lorenzo, che tutto ad un tratto abbandonano i pregiudizi e lasciano il loro dolore in mano a quella 'stamba' comunità, divenendone improvvisamente parte. Un'apertura mentale così repentina e radicale secondo me è poco credibile. Il film in sè per il suo plot è una storia drammatica che sa di omaggio a qualcuno o di sfogo per chi lo ha scritto, ma senza quei personaggi e senza quell'ambientazione penso che nessuno sarebbe stato disposto a produrlo! Alla fine l'unica sensazione che mi ha lasciato è stata quella di aver visto un film fatto per vendere e guadagnare. Sotto sotto forse c'è l'esperienza vera e reale di qualcuno, il suo bisogno di raccontarla, ma è stata soffocata dall'interesse di rendere allettante il prodotto finale.
Non mi sento di consigliarlo...
La belle dame sans merci

Inserito da La belle dame sans merci, il 03/01/2007 alle 13:05
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Hai giustamente puntualizzato sugli aspetti negativi del film: la quantita' enorme di cellulari nokia presenti nel sito, e la console psp, presente in una scena, fanno pensare ad una presenza asfissiante della pubblicita' e del marketing. Anche nella scelta del casting vi e' il marchio inconfondibile dell'imposizione a fini commerciali, tuttavia qualche riflessione in me il film l'ha suscitata. D'altronde una mia recensione non e' un consiglio ad andarlo a vedere ma solo riportare l'immagine del mio stato d'animo dopo la visione.

Inserito da Andrea Giampiccolo, il 03/01/2007 alle 17:27
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un ultima cosa che e' poi il cuore della mia brutta recensione: sono i nostri pregiudizi a scioccarci, non il film...

Inserito da Andrea Giampiccolo, il 03/01/2007 alle 17:34
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su quest'ultima frase concordo pienamente...penso di essere arrossita nel buio della sala quando la coppia omosessuale ha iniziato la schermaglia amorosa sul letto...
e non nascondo che il mio pensiero è andato al compenso economico...
tuttavia rimane una sgradevole sensazione riguardo ai personaggi, sciatti e appena abbozzati, che non sono stati in grado di farmi affezionare a nessuno di loro.
mi viene da pensare, e questa è l'ultima cosa che scrivo altrimenti questo 'processo' non avrà più fine, che in fondo il regista conosce perfettamente i nostri pregiudizi. Lui ha inteso, e qualcuno mi ha detto che lo ha pure ammesso, rappresentare uno spaccato sulla vicenda capitata a questo gruppo di amici. quello che mi chiedo è: perchè lui predilige sempre quel gruppo di amici? forse perchè conosce i nostri pregiudizi? è un film troppo 'popolare' per non avere fini didattici...e quando dico popolare non intendo famoso...il pubblico che andrà a vederlo sarà vasto e vario, e nel mezzo ci saranno bigotti, atei, cinici, romantici...insomma di tutto...
e tutti loro avranno la propria opinione sulle coppie omosessuali. e sarà su quello che si fermeranno, non sulla tragedia di Lorenzo. forse il sacrificio di questo personaggio è strategico, e serve ad addolcire lo spettatore, a fargli avere pietà per quella categoria di persone. perchè in fondo è quello il messggio...
anche gli omosessuali vivono momenti felici, vivono tragedie e lo fanno con le persone che amano e con gli amici...
insomma sono come gli etero.
il che è anche vero!


la verità cmq è questa: il trailer era proprio fico, più del film, e mi sono sentita prendere per i fondelli...la delusione è ancora cocente!!

La belle dame sans merci

Inserito da La belle dame sans merci, il 03/01/2007 alle 18:16
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io il film l'ho visto..vi dico solo questo.. non ho avuto neanche voglia di scrivere qualcosa..non ne valeva la pena. non sempre il fatto che ci sia alla regia un nome noto e degli attori famosi vuol dire che il film riesca.. vi consiglio un film.. se avete il fegato di vederlo fino in fondo.. IL GRANDE SILENZIO vi annoierà e poi stupirà..baci

Inserito da piero, il 03/03/2007 alle 00:04
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eppure caro piero mi stupisco sempre di una cosa: le cose peggiori sono quelle che riescono a far più parlare di sè!
visto che hai tirato una pietra...perchè non recensici il film che hai menzionato...giusto per avere qualche elemento in più alla mano...poi vedrò di procurarmelo se sarai convincente!!!

Inserito da La belle dame sans merci, il 03/03/2007 alle 15:24
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IL GRANDE SILENZIO è un documentario francese di 2 ore e 40 sui monaci!!!!!!
L'ho mollato dopo 1/2 ora.Pallosissimo

Inserito da davide, il 03/10/2007 alle 12:33
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Ciao,ti ringrazio per l'opportunità di dire la mia sua qualcosa,che oggigiorno è tanto.Volevo dire che questo film mi è piaciuto.Forse dipende dal fatto che il giorno prima mi avevao portato a vedere quel polpettone che è 'Ho voglia di te'...ma non importa.Ozpetec mi aveva deluso un pò per il finale un pò raffazzonato di 'Cuore Sacro' ma quando anche un solo film di un regista è in grado di darmi qualcosa cerco sempre di scoprire se è riuscito a farlo ancora...Questo film è una finestra su un gruppo di amici,questo è il limite che il regista si impone spesso,su questo sono d'accordo.Ma un limite serve sempre.Citando il film 'La leggenda del pianista sull'oceano' un pianoforte con infiniti tasti non si potrebbe suonare.Allo stesso modo Ozpetec ci mostra una realtà distinta,magari triste,spiacevole,chiusa ma una e chiaramente solo quella.Il film si incammina sul sentiero dei contrasti dei luoghi comuni.Il padre che accetta il figlio gay,la felicità che non appartiene al nostro mondo, il divertito incontro tra moglie e amante, quasi più imbarazzate che realmente capaci di odiare o odiarsi. Perchè in fondo è questo,secondo me quello che Ozpetec voleva fare,distinguere il dramma dalla vita reale della nostra quotidianità.Nel suo film non c'è dramma.C'è invece uno spaccato molto reale della nostra quotidianità. Ora che anche il cinema (Credo in letteratura sia stato fatto prima) sta imparando questo mi chiedo se dipenda dal fatto che della nostra vita reale stiamo facendo sempre più un dramma e abbiamo bisogno che qualcuno ci mostri la differenza. Ciao a tutti gli amici di Sudiunverso!

Inserito da emanuele, il 03/23/2007 alle 21:07
#34

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