| Anna Politkovskaja e la Russia di Putin |
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| Scritto da Andrea Giampiccolo | |||
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Il viso di Anna, l’autrice del libro inchiesta-riflessione "La russia di Putin", è talmente intenso che difficilmente dopo si riesce a pensare male del genere umano: i suoi occhi attenti e brillanti sono emblema di intelligenza e di estrema dignità. Eppure il suo libro è una dichiarazione di guerra alla stupidità del genere umano che talvolta è artefice, talvolta è succube della propria rovina.
In questo libro il genere umano è il popolo russo e l’artefice dei suoi guai non è , come si potrebbe pensare dal titolo, lo stesso Putin, ma il popolo russo. Tutte le tragedie russe avvengono infatti sotto il bene placido silenzio dei vicini di casa, dei conoscenti e dei funzionari statali, che il potere vero (=Putin) guarda con fastidio e disprezzo una volta diventato tale. Le analogie con gli anni peggiori del comunismo sono molteplici e anzi le vicissitudini hanno le loro radici proprio in quegli anni, ne sono una logica conseguenza; inoltre l’indifferenza occidentale è la stessa di sempre, anzi è una connivenza di sorrisi, abbracci e scherzi fra leader mondiali.
Il libro apre con la violenza della guerra della Cecenia e raggiunge il suo apice nella descrizione del caso del colonnello Budanov. Questo alto funzionario dell’esercito è accusato di aver ucciso una presunta terrorista, nonché una giovane e bella donna. Un nutrito numero di pagine spiegano come molti russi si indignarono perchè un valente militare era stato incarcerato, solo in quanto in uno spiegabile eccesso d’ira si era sfogato contro una cecena, che avrebbe fatto saltare in aria parecchi suoi amici e colleghi. Da qui la descrizione dettagliata dell’aiuto e delle dichiarazione di difesa da parte dei ministri di turno o degli alti ufficiali. La famiglia della povera ragazza senza nessuna difesa capace, almeno all’inizio, subiste la pressione di una informazione guidata dall’alta e le angherie di un razzismo veemente. Le incarcerazioni e le scarcerazioni si susseguono perché è assurdo lasciare libero un assassino che ha ucciso senza prove alcune sulla colpevolezza della ragazza, ma è difficile anche tenere dentro un coraggioso servitore dello stato. Tutto il paese russo si divide, ed all’estero non traspare notizia di questa scissione civile e morale. Che cosa gliene viene a Berlusconi se muore una povera ragazza senza colpe della cecenia. Alla fine, solo alla fine della vicenda si scopre che la ragazza era stata brutalmente violentata e che era stata seppellita nuda, ma cosa importa quando in cecenia si combatte contro il “terrorismo”. Se poi il suddetto colonnello era solito a questi brutali “incontri” cosa gliene poteva importare al ministro di turno? L’importante sono gli oleodotti che attraversano la regione… Con l’amaro in bocca Anna ci descrive poi la corruzione burocratica e politica della russia andando in dettaglio sulla capacità imprenditoriale della mafia. L’uso massiccio della violenza e l’indifferenza collusa dei politici permette l’ascesa di tipi molto poco raccomndabili. Su tutti Fedulev, che con diabolica abilità e strategia, si impadronisce di tutte le aziende, ex pubbiliche e non, per succhiarne il midollo osseo senza nessuna attenzione ai danni arrecati al tessuto economico locale. A suo supporto non solo la polizia, ma anche la magistratura, invogliati da uno stipendio da fame e incastrati nella stretta tela di corruzione, in modo da creare un "carro armato" veramente invincibile sotto qualsiasi livello.
Il tutto avviene sotto gli occhi della gente , che raggirata da una informazione corrotta, finisce addirittura ad osannare Fedulev ed a cercare le cause della sua estrema indigenza altrove, anche addosso agli innocenti ed ai truffati. Così giudici coraggiosi devono fare le valigie per salvaguardare l’incolumità delle proprie famiglia e i giornalisti coraggiosi muoiono, perché è troppo voler fare luce sui motivi della miseria del popolo russo.
Infine lo sguardo lucido di Anna ci spiega e rammenta le tragedie del teatro del Nord-est e della scuola di Beslan a noi occidentali smemorati. Ogni intervento delle pubbliche forze contro il terrorismo, in entrambi gli episodi, ha mietito vittime senza una giusta causa, ma in più ha anche nascosto e ridimensionato il numero delle vittime, cancellandone l’esistenza in base alla nazionalità. Una vittima cecena, che sia uno spettatore del teatro, un bambino della scuola , non meritava attenzioni anzi l’oblio e le frustrazioni dei disperati familiari alla ricerca della verità. Il dialogo con i terroristi non è stato mai cercato e gli interpreti non erano neanche ammessi, bisognava che si parlasse il russo e basta nelle poche trattative. Entrambi i due fatti citati sono stati gestiti dalle autorità in maniera scandalosa e fallimentare. Molte vittime si potevano evitare, eppure i politici festeggiano gli anniversari come una vittoria sul terrorismo ed osano pure invitare i familiari delle vittime. In realtà festeggiano le morti dei ceceni con un manifesto razzismo e già che ci sono festeggiano anche la loro impunità. In questo clima Putin governa e sembra che niente lo sfiori. Con la freddezza tipica del KGB dirige un paese, senza accorgersi dei tanti anziani che muoiono congelati perché non hanno il riscaldamento o del continuo vilipendio delle coscienze e della moralità dei popoli che compongono il macrocosmo russo. A malapena ha sentito lo sparo che ha ucciso Anna, e non ha proferito una parola sul valore della sua perdità. Gli interessava solo catturare il suo omicida, per dimostrare al mondo che in Russia al contrario delle apparenze una giustizia c’è.
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Anna Politkovskaja e la Russia di Putin
Jul 30 2007 17:41:54 Questa discussione riguarda il contenuto dell´articolo: Anna Politkovskaja e la Russia di Putin
Come scriveva Nando Dalla Chiesa in un articolo di qualche tempo fa, in ogni società ci sono due categorie di persone: gli uomini che stanno al potere, gli "eletti" (oserei dire nelle varie accezioni del termine...) e gli uomini che invece "non sono stati eletti da nessuno". Fra questi ultimi coloro che difendono l'informazione, la giustizia, i diritti umani. Questa seconda categoria è sempre la più colpita (forse perché è la più temuta...?). Cosa succede quando accade che venga colpita? Come nel caso di A. P., gli uomini che stanno al potere si girano solo dove serve per mantenere il consenso...Il resto è Indifferenza. L'Occidente è "smemorato"? Certo ma le democrazie occidentali non solo hanno poca memoria...il problema è che troppo spesso nemmeno scelgono di onorarla...! E se non lo fanno nei loro paesi, figurarsi per fatti così "lontani"... Indifferenza quindi, di tutti. Indifferenza dell'informazione (con la minuscola questa...) come ormai siamo abituati a costatare. Certo, la notizia finì su tutti i tg ma è difficile ricordarne uno che abbia approfondito la vicenda. Il manicheismo regna ormai sovrano; da una parte ci sono i "buoni" (l'Occidente, le "democrazie", coloro che ci "proteggono" dai terroristi...) e dall'altra i "cattivi" (ormai divisi in categorie ben individuabili). Anche in Italia l'indifferenza "permette l'ascesa di tipi poco raccomandabili"....Tuttavia, quel che è peggio è che le astuzie politiche e istituzionali, nel nostro paese come all'estero, non hanno nemmeno più bisogno di esser tanto raffinate dato che l'opinione pubblica è stata in gran parte "creata"e "modellata"... L'articolo su A. P. inizia con una riflessione sugli occhi della giornalista. Chissà se servirebbe a qualcosa allora iniziare a guardare più spesso l'"Altro" negli occhi e non attraverso gli occhi della tv...e iniziare ad ascoltare linguaggi diversi e non solo il comodo linguaggio dell'Indifferenza... |
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Re:Anna Politkovskaja e la Russia di Putin
Aug 04 2007 11:41:56 Secondo me, il nostro benessere non lo dobbiamo a "gli eletti" ma a coloro che "non sono stati eletti da nessuno".
La contropartita alla nostra spensieratezza è spesso il loro tormento come esseri umani e come professionisti. L'elezione è quindi, se non "il fallimento della democrazia", il segnale d'allarme del degrado. il nostro voto è non una scelta ma un consenso all'operato di una classa dirigente, che comunque c'è. Dietro la democrazia, come in russia, spesso vige una tremenda oligarchia. Solo ai margini di questa le persone cambiano, ma non con la rapidità che vorremmo, altrove è solo il benessere dell'occidente a dare l'illusione della democrazia. L'"oligarchia democratica" è d'altronde la forma più riuscita di governo e non può che degenerare e mostrare il suo vero volto dove la consuetudine al teatrino democratico ha meno radici storiche. Proprio come in Russia. Meno male che chi "non è stato eletto da nessuno" continua a ricordarci che sempre di teatrino si tratta... Sono loro i veri difensori dei fondamenti democratici... |
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Re:Anna Politkovskaja e la Russia di Putin
Aug 04 2007 12:40:30 Sono perfettamente d'accordo, non a caso citavo Nando Dalla Chiesa che da sempre sta dalla parte dei "Non eletti da nessuno". Fra coloro ci sono persone come i magistrati al cui lavoro forse accenni quando parli del loro "tormento come esseri umani e come professionisti"... Non dimentichiamo che molti di loro sono, come dici, "i veri difensori dei fondamenti democratici". Alcuni di loro però, Falcone per fare un esempio, hanno vissuto di mortificazioni, di ostacoli, di drammi quotidiani e personali... E questo non in dittatura, ma in democrazia!
Io ho allargato il termine "eletti" per descrivere persone che ormai (o magari è sempre stato così) mirano soltanto a stare nel palazzo del potere e dei buoni stipendi... Che la democrazia faccia ormai fatica ad essere credibile nel nostro paese è ormai evidente... Io credo di dovere ai "non eletti" non solo il mio benessere ma anche la fiducia nelle potenzialità positive dell'essere umano in quanto componente di una società. A prescindere dalla classe dirigente una società progredisce o meno grazie anche al coraggio di queste persone, alla loro lealtà verso valori e ideali senza misura. |
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Re:Anna Politkovskaja e la Russia di Putin
Aug 30 2007 09:12:00 Volevo fare un piccolo aggiornamento sulla vicenda di Anna:
Il procuratore generale russo, Yurij Chaika, ha spiegato durante una conferenza stampa che dietro l'omicidio Politkovskaja ci sia una centrale estera con l'interesse di destabilizzare la russia e di consegnare il paese al vecchio regime pre-Putin. Inoltre la stessa banda sarebbe responsabile di almeno altri due omicidi eccelenti, il giornalista Paul Klebnikov e il vicegovernatore della banca centrale Andrei Kozlov. Peccato che si era dimenticato che il suo ufficio aveva già per le mani un imputato per quest'ultimo delitto.... Quindi ricapitoliamo: Putin l'indomani dell'omicidio Politkovskaja aveva detto che era una giornalista quasi sconosciuta, che nessuno aveva mai sentito il suo nome. Adesso invece tramite il suo entourage sostiene che il suo assassinio nientemeno poteva destabilizzare il potere politico nazionale!!! Inoltre la banda criminale indicata dal procuratore generale è composta da nemici politici dell'attuale regime: TROPPO COMODO. Spero che i nostri leader occidenatali si accorgano della puzza di cadavere che aleggia intorno al Cremlino... |
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Anna Politkovskaja e la Russia di Putin
Nov 06 2008 15:26:26 l'anniversario della morte di Anna e' passato sotto l'indifferenza dei piu'... io nel mio piccolo cerco di non dimenticare!!
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Re:Anna Politkovskaja e la Russia di Putin
Nov 21 2008 10:25:32 Processo a porte chiuse!!! Vi dice qualcosa?
www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri...o-politkovskaja.html |
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