| Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami |
|
|
| Scritto da Andrea Giampiccolo | |||
|
Guardo la finestra alle sue spalle. - Alberi, cielo, nuvole. Si vedono anche degli uccelli posati sui rami. - Un paesaggio piuttosto comune, vero? - Si. - Ma se da domani, improvvisamente, non potessi più vederlo, forse per te diventerebbe un paesaggio molto speciale e prezioso, non credi? - Si, credo di si - Pensi mai alle cose in questi termini? - Si Mi guarda sorpresa. - E quando ti succede? - Quando sono innamorato, -rispondo." Cosi va letto questo e forse tutti i libri di Murakami, come degli innamorati, perchè alla fine dell l'ultima pagina tutti i personaggi scompaiono come inghiottiti dal nulla. E si prova una grande sensazione di vuoto come quando veniamo lasciati dall'amata. Sembrerebbe una cosa triste, straziante, ma nonostante continuiamo a leggerlo. Non importa se alla fine abbiamo sul viso i segni dell'abbandono, è più importante la sensazione di riprovare ogni volta ad innamorarsi e a riscoprirsi innamorati. E poi ogni personaggio di questo romanzo sembra scoprire e cercare il paesaggio che c'è fuggito, il flauto magico che non suoneremo mai, il gatto con cui parlavamo e che adesso non capiamo più. Forse la mia è una lettura personale, che non rispecchia gli intenti dello scrittore, ma è questa la sensazione che provo toccando la copertina di questo ultimo romanzo: proprio come se mi avesse abbandonato e stranamente come per tutte le cose belle, non si prova nessun rancore ma...
|
You need to login or register to post comments.
Discuti questa news nel forum. (0 posts)


