| La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki |
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| Scritto da Andrea Giampiccolo | |||
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Nessuno come Murakami riesce a raccontare la solitudine come una missione epica ma nello stesso tempo triste, dolce e di malinconica bellezza. Lo sputnik è il primo satellite con un essere vivente inviato nello spazio, la cagnetta di nome Laika. Ecco quindi la splendida ma semplice metafora di Murakami: Siamo tutti come la cagnetta Laika, lanciati nello spazio alla ricerca del futuro e della speranza e tutti finiamo a vagare nell'universo senza più meta e senza più tornare. Appunto la cagnetta laika non tornerà più sulla terra e rimarra destinata a vagare nello spazio per l'eternità.
Capita ogni tanto che i satelliti si incontrano nelle loro orbite e che la vita di ognuno sia profondamente cambiata dall'apparizzione di una nuova stella. Ma poi si finisce prima o poi per tornare nella medesima condizioni di viaggiatori solitari. Questo è l'ineluttabile destino dei protagonisti del romanzo "la ragazza dello Sputinik" del genio giapponese di Haruki Murakami:
Tutti capiscono di essere in orbite separate e soffrono l'incapacità di cambiare. Sumire tuttavia troverà il modo, e non voglio accennarvi come. Ad aiutarla sarà la capacità di Murakami di rendere l'onirico tangibile nella realtà quotidiana. C'è una profondità nelle cose che non conosciamo e che a rischio della nostra stessa esistenza ci permette di dominarle. Sumire alla fine del romanzo scompare, ma non nella lontananza, in una orbita immateriale che solo la fantasia di uno scrittore visionario e di un lettore smaliziato può immaginare: un mondo parallelo, un paradiso perduto, una orbita al di la dello spazio, dove non ci è concesso arrivare in vita e dove forse accade, chissà, la felicità .
In questo "mondo" Sumire potra finalmente amare passionalmente la sua Myu e godere soddisfatta della sua riacquistata fisicità.
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La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki
Nov 03 2007 06:46:17 Questa discussione riguarda il contenuto dell´articolo: La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki
Ciao bello,ti mando un commento che scrissi per questo libro e che pubblicai tempo fa per il giornale dell'universita",un abbraccio! Forse non si tratta del romanzo più riuscito di Haruki Murakami, classe 1949, ma "La ragazza dello Sputnik" pubblicato nel 1999, è uno di quei romanzi che incuriosiscono fin dal primo momento in cui li si scorge in libreria far capolino dagli scaffali -------------------------------------------------------------------------------- Questo perchè probabilmente già dal titolo e dal nome dell'autore sappiamoi che ci troviamo di fronte un romanzo giapponese ma che non parla solo del Giappone.Influenze della cultura occidentale sono sempre state presenti nella letteratura giapponese eppure il modo in cui vengono amalgamate continuamente è sempre uno dei motivi di maggior fascino di questa lontana cultura.La capacità di trasformare il vecchio,il classico,l'antico è il modo dei giapponesi,ma da cui dovremmo trarre ispirazione,di farlo sopravvivere al tempo.Murakami è uno degli scrittori più internazionali per stile e ispirazioni e neanche in questo romanzo come nei precedenti manca l'occasione di comunicare la sua passione per l'estetica occidentale dei motori,della moda,dei vini e per la cultura in generale, sempre presenti come un sottofondo musicale. La storia è narrata in prima persona da un amico,confidente (e innamorato) di Sumire di cui l'autore non rivela il nome. Sumire è una ragazza piuttosto comune che si scopre un giorno innamorata di Myuu,una donna sposata, affermata nel lavoro e di 17 anni più grande che nasconde un segreto che la rende incapace di provare qualsiasi sentimento. Potrebbe sembrare trattarsi di una storia d'amore,ma è dietro questa facciata che l'autore sembra invece volere mostrare un sentimento nascosto.Forse proprio una altra facciata del rapporto con gli altri,di qualsiasi genere siano i vincoli che si creano,sia che siano platonici, fisici, amicali o a suo modo passionali. Murakami descrive il periodo di tempo che parte dal momento dell'innamoramento di Sumire attraverso gli occhi del narratore innamorato di lei,dando l'impressione di essere quasi sospesi tra il reale e il fittizio. Un arco di tempo in cui tre vite si rivelano,come dei satelliti che girano intorno ad un pianeta,in realtà totalmente indipendenti e vittime di un senso di solitudine da cui semplicemente è impossibile sfuggire. La sparizione di Sumire e la rivelazione del mistero che ha sbiancato i capelli di Myuu danno al libro un pizzico di sale ma qualcosa ancora non convince e ci si chiede se l'autore abbia volutamente cercato di trasmetterci quella sensazione di vuoto e di incompletezza al termine della lettura. Una frase tratta dal libro: Ma aspetta,qui dove siamo?In questo momento non lo so.E'tutto troppo semiotico,vedo segni da ogni parte...e poi come sai il mio senso dell'orientamento è zero.Non te lo so spiegare a parole |
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