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La Mennulara di Simonetta Agnello Hornby
Leggere questo libro per me è stato come immergermi per un periodo in un paesino siciliano... Per me, che vivo a più di mille chilometri dalla vostra isola (tua, della scrittrice e di tutte le mennulare...

), è stato un curioso "viaggio" nel tempo e nello spazio. Uno spazio per me ancora inesplorato, spero per poco... Innanzitutto ti ringrazio quindi per aver regalato ad una toscana questa incursione sicilana...
Ho trovato interessante l'atmosfera del paesino, un pò claustrofobica (come afferma una delle protagoniste) ma specchio, credo, non solo della realtà siciliana... O è forse solo lì che ognuno dice la sua ad alta voce, si, ma solo quando sa perfettamente chi ha davanti, cosa pensa e quali sono i suoi interessi??? Indubbio è che certe famiglie "senz'anima", famiglie di "inetti, avidi, presuntuosi ed ignoranti"...abbiano caratterizzato l'alta società di qualsiasi regione italiana.
Ma ciò che più mi ha colpita è stata la figura della protagonista. Il libro ritrae in modo convincente quella che viene definita una "indefinibile creatura". Misteriosa, indecifrabile e indefinibile a tal punto che verrà chiamata addirittura il Signor La Mennulara... Non a caso, secondo me, viene scelta dalla scrittrice questa sorta di metamorfosi simbolica in cui la "criata" entra a far parte del mondo dei "potenti" e per di più come "uomo"... Non si ritrae forse soprattutto una società in cui, nell'immaginario collettivo e nella realtà quotidiana, è l'uomo ad essere l'elemento centrale?? E la cosa interessante quanto sconcertante per una lettrice donna è trovarsi a scordare talvolta che il romanzo è ambientato negli anni...'60...
Chiudo con una curiosità...Ma l'autrice non c'entra affatto con lo scrittore Nick Hornby, vero?? Lo chiedo perché la loro ironia è molto simile, niente di strano che possano esser marito e moglie...
