Ho letto il libro. Grazie ad Andrea (cuki) che mi ha prestato il suo, grazie ad Aurea che gliel'ha regalato
Il punto interrogativo nel titolo dell'articolo penso di lasciarlo. Lo lascio perchè a mio avviso il regista non ha colto il cuore del libro di Baricco, o almeno ciò che a me ha trasmesso.
Baricco non spende tante parole su Helene, ma la descrive così:
"Era una donna alta, si muoveva con lentezza, aveva lunghi capelli neri che non teneva mai raccolti sul capo. Aveva una bellissima voce". Baricco non spende tante parole neanche per descrivere la ragazza giapponese, ma di lei dice "...quegli occhi
non avevano un taglio orientale...".
Beh... il regista sceglie un Helene bionda ed una Giapponese ...
giapponese. E non coglie che Helene, per i suoi capelli neri, e la Giapponese, per gli occhi con un taglio non orientale, si assomigliano.
Helene si muove con lentezza, ed anche la Giapponese ha delle movenze molto lente. Helene ha una bellissima voce, ...e la Giapponese? Non parla. Hervè non la sente mai parlare. Perchè?
Questo fa si che Hervè idealizzi ancora di più questa figura, così simile a Helene, anche se così distante (il Giappone si trova "...alla fine del mondo..."). Helene e la Giapponese sono due persone diverse (fisicamente) ...ma anche la stessa persona (inconsciamente) ...e di nuovo due persone distinte (idealmente).
Spesso la ricchezza più grande la stringiamo già tra le mani, e non ce ne rendiamo conto. Ed altrettanto spesso ci facciamo abbagliare da fuochi fatui che, può capitare, ci attraversino la strada.
Ogni libro o film trasmettono messaggi ed emozioni. Ognuno di noi recepisce ciò che è ..."più pronto a recepire". Nessuno ha ragione o torto... solo diverse propensioni.