Lo zio d'america

 

Marina di Ragusa, ferie estate 2008

È tanto che non lo vedevo,

come uno zio d'america con i doni più belli:

il mare.

al suo arrivo la spiaggia è ai suoi piedi

e le bruciate colline lo guardano,

fingendo a fatica l' interesse

per il più violento Dio.

 

Mi ha portato il sorriso di volti lontani

e una bottiglia con dentro una lettera:

"leggila, quando sarò di nuovo lontano,

sentirai la mia voce,

come da dentro una conchiglia"

 

La sera del suo arrivo rifletto,

non è mai partito.

Lui è semprè lì davanti a me,

signore fra le perle di Singapore, i miei sguardi all'orizzonte

e le scogliere d'Irlanda.

 

Ma allora la sua lettera?

L'ho scritta io adesso con la schiuma dell' emozioni

Sull'increspato azzurro dei pensieri

 

Sono io il mare?

Non credo, sono io ad essere tornato.

 

 

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