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recensioni libri (28)

Il Capitale Nel XXI Secolo di Thomas Piketty In evidenza

Il Capitale Nel XXI Secolo di Thomas Piketty

Quando si parla di economia si ha sempre la sensazione di parlare di una scienza sociale, non esatta, che ruba aspetti alla filosofia e alla politica piu' di quanto invece prenda dalla matematiche e dalle scienze naturali.  Si tende quindi a due errori contrapposti: da una parte si personalizzano le proprie idee economiche in base alla propria appartenenza sociale ed ideologica arrivando anche manipolare I dati oggettivi che ci vengono dal passato, dall'altro si tende a modellizzare con studi statistici una materia viva, che sfugge ai piu' complessi sistemi che o peccano di localismi o di superficialita' o sottostima di fenomeni contemporanei, che richiedono anni di studio prima di essere schematizzati opportunamente in flussi prevedibili di ricchezza. Leggere il Capitale nel XXI secolo di Piketty e' stata una sfida ai preconcetti miei di economia che, come accade anche a gente piu' influente di me,  nascono dalla semplice gestione del mio piccolo portafoglio e che mal si dispongono a confrontarsi con la realta' , vasta geograficamente e temporalmente, dei numeri che l'autore ci spiega. Picketty parte inoltre dai dati del passato e dalle sue valutazioni, alla luce delle leggi del capitalismo, per sfrondare la nostra visione sbagliata del presente, parte dalla matematica dei numeri per spiegare il contesto economico in cui noi lavoriamo e in cui hanno lavorato , risparmiato e consumato I nostri padri.

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Il ponte sulla Drina di Ivo Andrić

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La bosnia e' storicamente un crocevia di culture, un piccolo medio oriente piu' prossimo e simile a noi occidentali e che ha per questo, come tutti I balcani, solleticato da sempre  la mia curiosita'. Come hanno potuto popolazioni cristiane , ebree e musulmane stare insieme? quali sono le difficolta' che incontrano e che hanno incontrato? Mi sono avvicinato al romanzo piu' famoso di Ivo Andrić proprio perche' ho pensato che niente meglio della letteratura locale puo' raccontare emotivamente e descrivere quello che la storia da sola non riesce  ancora a spiegarci a treccento sessanta gradi. Il ponte sulla Drina e' un opera, un po' autobiografica, di quello che e' stato sicuramente uno dei piu' grandi intellettuali del secolo scorso, a ragione del fatto che l'autore non si e' limitato a essere uno dei padri d'ispirazione mazziniana dello stato bosnisaco, ma ha provato con la letteratura ad analizzare questo crocevia di popolazioni per capire la radice delle loro sofferenza. Per fare questo Andrić ha pescato nel suo vissuto personale, alla sua permanenza a Visegrad, cittadina nei pressi del ponte della drina, protagonista gia' nel titolo del libro, e ha risalito gli anni con studi storici e consultazioni di leggende, archivi popolari per spiegare a se stesso e a noi , suoi lettori, il senso di quest'opera architettonica secolare, il ponte, al di la' dei propri ricordi intimi e circonstaziati temporalmente.

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I Traditori di Giancarlo De Cataldo

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il risorgimento e' stato nella mia infanzia e nei primi miei anni di studio un' epopea di eroi e di ideali talmente lontana dal presente, che sembrava non valere la pena neanche arrivarci con il programma scolastico, ma a cui tuttavia si faceva riferimento in ogni evento storico dell'Italia, per sottolineare che l'unita d'italia aveva dei padri illustri, pur senza approfondirli. Dovevano essere pallosi, questo avevo pensato, perche' gli insegnanti non li affrontavano mai con entusiasmo. Era forse ignoranza? O poca simpatia? O mancanza di bagaglio culturale per decifrarli dal loro contesto e declinarli nella nostra attualita'? O una sottile ipocrisia, che dietro un' esaltazione nasconde in realtà un tradimento? 
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Due Soldati di Mino Milani

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Raccontare questo romanzo, che ha le dimensioni di un racconto, rischia di svelare una trama che ha proprio nel mistero la sua ricchezza. La storia puo' sembrare semplice, ma la sua sobrieta' e' ingannevole perche', se e' vero che gli eventi si contano sulle dita di una mano, il suo contesto e' complesso, a cavallo della prima guerra mondiale, e l'emotivita' raccontata richiede ore ed ore di riflessione a libro chiuso.

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Requiem per un sogno di H. Selby Jr

La scrittura impietosa di Selby e' il fluire di una coscienza che, se nei romanzi di  Joyce vive nei singoli individui, qui ribolle degli intestini di una intera metropoli e del suo sottosuolo. Eppure ben ridotti in numero sono i protagonisti, solo quattro, ma sono come la conchiglia in spiaggia da dove si ascolta tutto il rumore e il dolore della metropoli. Sono quattro personaggi tragici che fanno da capo espriatorio di una societa' meschina che tende a confinare il vicino, la malattia ed il vizio, a cui ci si  affeziona perche'  Selby riesce a farci compatire ogni loro azione meschina, perche' non si rimane indifferenti ai loro pensieri, anzi si finisce per identificarsi, per sentire paradossalmente anche noi il bisogno di un "tocco di pura" (eroina). 

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Ritorno a Granada

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In “Ritorno a Granada” di Victoria Hislop, la protagonista della storia è Sonia Cameron, una bella trentenne sposata con un uomo di nome James, il suo però non è quel che si dice un matrimonio riuscito e, giorno dopo giorno, sente la routine schiacciare la propria personalità.
Decide, quindi, insieme alla sua folle amica Maggie, di andare a Granada, animata dal desiderio di imparare il flamenco e di allontanarsi per un pò da quella vita coniugale che sembra rubarle la felicità e diventare ogni giorno più difficile. Non sa però che proprio tra i vicoli di Granada incontrerà un personaggio che le svelerà pian piano elementi fondamentali della sua vita portandola a conoscere il passato della sua famiglia.

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E l'eco rispose

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Dopo Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli, Kale Hosseini con il suo terzo romanzo E l’eco rispose si è senza dubbio superato. Questo nuovo romanzo ci riporta in Afghanistan: “un paese con mille tragedie per chilometro quadrato”, come l’autore fa dire a un suo personaggio. Il libro si apre con un padre che attraversa a piedi il deserto trainando su un carretto rosso la piccola Pari. Il fratello maggiore li segue, sono diretti a Kabul dove si segnerà il destino e la vita di ciascun personaggio. Inizia cosi un intreccio di storie nelle quali ognuno influenza le vite di quelli che ama

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Persepolis

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Era dai tempi dell'infanzia che non leggevo un fumetto..... ma Persepolis non è un fumetto qualsiasi.... la storia di Marjane ti colpisce, ti emoziona e ti fa entrare nel mondo poco conosciuto della grande Persia,  con il suo glorioso passato e di un Iran attuale con i continui conflitti e una popolazione schiacciata dal regime integralista che annienta le identità personali.

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il piccolo e tenace topolino di Vladek Spiegelman


scena del fumetto in ingleseQuante volte arricciamo il naso quando non capiamo il comportamento di una persona, e anche se non pronunciamo un giudizio a voce, questo é ben incasellato ed in mostra sul nostro viso, come un quadro alla parete dei nostri pensieri: è quando una vecchietta che, emanando un olezzo di urina, si tiene stretta la borsa davanti per paura, o quando al supermercato una anziano signore esce con riluttanza e tirchieria le monetine da un borsellino antico che ben sta sopra un como d'antiquariato o quando uno straniero ci mostra con aria indifferente, che traduciamo per strafottenza, la propria condizione di vita vissuta sulla soglia della povertà. Ci curiamo delle nostre sensazione a pelle e raramente pensiamo che ogni vecchietto spesso ha un nipote che fa sorridere con dolcezza e ogni immigrato ha una sorellina, nella propria terra, che incanta con i racconti sul nuovo mondo.

E´raro, ma succede, che si incontra un vecchio un pó burbero che raccoglie i fili di rame dai cavi buttati fra i rifiuti e le pagine bianche di quaderni abbandonati,  sopravvissuti alle elementari di bimbi, ormai ai primi amori. Potrebbe essere che quel vecchio, proprio grazie alla sua tenacia di reputare importante anche il superfluo, sia riuscito a sopravvivere ad Auschwitz. Ed allora il nostro sguardo avrebbe tanti lucciconi ed il disprezzo ci scenderebbe in gola, deglutito con un fumettistico "gulp", assieme al senso di colpa di essere solo sensibili.

Uno di questi vecchi é stato sicuramente Vladek Spiegelman, padre di Art, un fumettista americano che decide di raccontare la vita del padre ebreo, scampato ad Auschwitz. E lo fa con il linguaggio metaforico del fumetto, che riesce a trasformare ogni popolo e nazione in una specie animale.

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la passione di Paolo il caldo

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Brancati sa bene cosa vuol dire pensare e vivere sotto il sole della sicilia. Sotto quella luce, che vela i pomeriggi d' agosto con una nebbia che non sa di freddo, la sensualitá diventa primordiale ed eccitante, come le prime scoperte del fuoco e della ruota, ma nello stesso tempo si fa complice della lentezza a cui costringe la calura, allo stesso modo della stanchezza serale e della vecchiaia, e perció si avvicina a passi, ora veloci ed ora lenti, ad assomigliare alla morte e alla tragicitá dell´ultimo momento.

Come puó una luce simile non far pensare all' ultima luce? Proprio quella che si vuole fuggire riproducendo se stessi nei mille orgasmi della sensualitá, che fa dimenticare il caldo ed il freddo, il sole e la luna e che forse al suo apice troppo assomiglia all´ultimo respiro.

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