Il Salice di Hubert Selby Jr

ImageLa tragedia è sempre accompagnata da un immensa solitudine. Quel sentirsi vittima che ti scava un fossato attorno e che crea germi di odio, di inadeguatezza alla vita è il protagonista vero di questo ultimo romanzo di Selby jr.

Da grandissimo scrittore, egli indaga sulla tragedia e sulle sue ripercussioni ma con uno scopo ben preciso: vuole trovare se non un senso al dolore almeno il coraggio di emmettere un grido di dignità e speranza. Vuole sentire il canto delle persone già sommerse ed imparare ad ascoltare da queste la via migliore di fuga al dolore. Ma parlare di fuga sarebbe anche inadeguato, perché Selby, come Moishe il protagonista, vuole guardare in faccia la tragedia sempre e comunque, anche con le lacrime agli occhi e non vuole farsi vincere neanche quando in ginocchio sente il respiro soffocarsi nella gola.
Nessuno come il protagonista del libro, Moishe appunto, conosce il dolore (è un sopravvissuto ai lager nazisti) ed è lui che aiuta un'altra vittima della violenza umana a desistere dall’odio e dall'autodistruzione. Non a parole vi riuscirà, ma con un profondo affetto e sopratutto con l’aiuto della vita stessa che talvolta quando sembra condurti alle fauci dell’inferno magari all’improvviso ti conduce senza ragione in paradiso.

Ultima modifica ilMercoledì, 31 Dicembre 2014 11:55
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