Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami

copertina"- Dimmi, Tamura, cosa vedi dalla finestra?

Guardo la finestra alle sue spalle.

- Alberi, cielo, nuvole. Si vedono anche degli uccelli posati sui rami.

- Un paesaggio piuttosto comune, vero?

- Si.

- Ma se da domani, improvvisamente, non potessi più vederlo, forse per te diventerebbe un paesaggio molto speciale e prezioso, non credi?

- Si, credo di si

- Pensi mai alle cose in questi termini?

- Si

Mi guarda sorpresa.

- E quando ti succede?

- Quando sono innamorato, -rispondo."

 

Cosi va letto questo e forse tutti i libri di Murakami, come degli innamorati, perchè alla fine dell l'ultima pagina tutti i personaggi scompaiono come inghiottiti dal nulla. E si prova una grande sensazione di vuoto come quando veniamo lasciati dall'amata. Sembrerebbe una cosa triste, straziante, ma nonostante continuiamo a leggerlo. Non importa se alla fine abbiamo sul viso i segni dell'abbandono, è più importante la sensazione di riprovare ogni volta ad innamorarsi e a riscoprirsi innamorati.

 

E poi ogni personaggio di questo romanzo sembra scoprire e cercare il paesaggio che c'è fuggito, il flauto magico che non suoneremo mai, il gatto con cui parlavamo e che adesso non capiamo più. Forse la mia è una lettura personale, che non rispecchia gli intenti dello scrittore, ma è questa la sensazione che provo toccando la copertina di questo ultimo romanzo: proprio come se mi avesse abbandonato e stranamente come per tutte le cose belle, non si prova nessun rancore ma...

Ultima modifica ilMercoledì, 31 Dicembre 2014 11:55
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