la passione di Paolo il caldo

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Brancati sa bene cosa vuol dire pensare e vivere sotto il sole della sicilia. Sotto quella luce, che vela i pomeriggi d' agosto con una nebbia che non sa di freddo, la sensualitá diventa primordiale ed eccitante, come le prime scoperte del fuoco e della ruota, ma nello stesso tempo si fa complice della lentezza a cui costringe la calura, allo stesso modo della stanchezza serale e della vecchiaia, e perció si avvicina a passi, ora veloci ed ora lenti, ad assomigliare alla morte e alla tragicitá dell´ultimo momento.

Come puó una luce simile non far pensare all' ultima luce? Proprio quella che si vuole fuggire riproducendo se stessi nei mille orgasmi della sensualitá, che fa dimenticare il caldo ed il freddo, il sole e la luna e che forse al suo apice troppo assomiglia all´ultimo respiro.

"Paolo il caldo" di Brancati inizia con riflessioni e acrobazie sul trinomio sole, sesso e morte (di un siciliano), senza compromessi sui luoghi comuni sul sud, ma rivisitandoli in chiave concettuale e addirittura concatenandoli con il metodo scentifico della causa-effetto. L´autore é consapevole che capire se é nato prima il sole o il siciliano é impossibile e che causa ed effetto si assomigliano e anzi si imparentano, tuttavia il romanzo, che é poi una camuffata autobiografia, ha del rigore scentifico nel psicoanalizzare la indole del protagonista siciliano. É buffo pensando che proprio Paolo &Vitaliano ripudiano la psicoanalisi, come se questa potesse rilevare al mondo il segreto della nostra indole meridionale e rilevare la pochezza del nostro proverbiale machismo.

 

Eppure la scienza di Brancati sull´uomo é velata da un alone di ironia e di satira che rende piacevole ogni pagina, per cui ogni esasperazione del trinomio risulta comica e non si puó se non sorridere alla complicitá del Nonno che difende i pruriti sessuali del piccolo Paolo, che mostrava il non dicibile  alle donne di un onorato farmacista, ma che allo stesso tempo impazziva di gelosia quando scopre che il nipote approfittava anche lui della domestica inerme.

Eccezionale il dialogo fra Paolo e lo zio edmondo sul valore dell´ozio, che rivela il disprezzo dell'alta societá siciliana per il lavoro e l´ottusitá dei baroni per il mondo che viaggia verso un appiattimento delle classi sociali e dei privilegi.

Ultima modifica ilVenerdì, 16 Gennaio 2015 09:00
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