Il Cliente di Asghar Fahradi

by Andrea Giampiccolo

E' una scusa questo film per chiacchierare su un regista che ammiro tanto. Fahradi e' iraniano e ormai I suoi film hanno fama mondiale, quindi le mie parole non dicono nulla di piu' a quanto ha gia' detto la critica. Sono come un urlo di gioia in piu' in un coro di grida da stadio, ma da tifoso non posso astenermi dal far sentire la mia voce e la mia stima.

Tutti I suoi film partono da un evento che si introduce in un gruppo di persone, che e' spesso una rappresentazione in miniatura della societa Iraniana, e che fa da miccia ad esplosioni di situazioni che obbligano all'introspezione immediata e sofferta, e alla rivelazione dei protagonisti sulla scena e sul mondo.  L'ambito in cui si svolgono le vicende e' ristretto in pochi luoghi perche' alla fine, anche se l'evento ha dei connotati spesso tali da richiedere il supporto di funzioni pubbliche della societa', come la polizia o la politica, Fahradi vuole mantenere un sapore intimista, come se fossimo non davanti ad un grande schermo ma ad un piccolo placoscenico teatrale: non a caso nel "Il Cliente" la trama contiene due storie parallele di cui una svolta direttamente in un  teatro dagli stessi protagonisti, attori di professione. L'ambito teatrale restringe il punto vista del film a quello del pubblico e degli attori permettendo una complicita', una vicinanza fisica, altrimenti persa inerosabilmente. Si e' li immersi nelle luci soffuse di scena accanto agli attorii, e si  vive la storia del film come se fosse la nostra.

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Black Mirror

Lo schermo nero di Black mirror richiama alla mia mente il nero dei romanzi di Chandler, e assomiglia maledettamente anche alle schermate degli iphone in accensione con poche differenze. Sono  due somiglianze non casuali per questa serie TV che punta a demolire I vantaggi della tecnologia moderna in un futuro tanto prossimo a quello nostro, che non sembra un futuro, ma solo qualche giorno avanti al nostro. Ogni episodio parte da due presupposti: uno e' la diffusione di moderni sistemi elettronici ed informatici; l'altro e' l'uso distorto, nero,  che si affianca alla fruizione corretta o meglio piu' pubblicizzata a vantaggio della diffusione della stessa tecnologie, e che  e' possibile perche' la societa' e' malata dentro e non vuole la felicita' dei singoli, anzi coccola le sue idiosincrasie verso le  etnie,  debolezze dei gruppi o dei singoli a suo vantaggio.  Le moderne teconologie diventano un estensione della voglia di potere e di controllo nell' inconsapevolezza delle migliaia di utilizzatori.

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Breaking Bad di Vince Gilligan

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Approfitto di questa recensione di questa magnifica serie per intavolare un ragionamento sulla critica. Nello specifico lo spunto viene da una "share" su Facebook di un post dell'Avvenire sulle moderne serie tv, in cui si collegava l'elevata qualita' di questo nuovo formato con la mancanza di uno share richiesto di pubblico.…
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Non essere cattivo di Claudio Caligari

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Alle volte quando guardo un film, mi chiedo spesso cosa spinge un regista o uno sceneggiatore a impegnarsi anima e corpo a portare una specifica trama e dei precisi personaggi alla ribalta dello schermo. E' difficile  talvolta ricostruire il background degli autori per film internazionali, ma qui in "Non esser cattivo"…
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Fuocoammare di Gianfranco Rosi

by Andrea Giampiccolo
E' un documentario, un reportage discreto e non sensazionalistico dei salvataggi a mare degli immigrati, ed allo stesso tempo un canto dell'isola piu' ambita e sola del vecchio continente. Lampedusa vive nelle canzoni in dialetto, richieste alla radio, per confortare il marito in mare e nelle esperienze del piccolo Samuele, che impara a costruirsi una fionda ed va per la prima volta in barca. 
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La corrispondenza di Giuseppe Tornatore

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L'assenza di una persona e' un improvviso buco nero in piu' fra le stelle della nostra galassia. Quando una persona muore, il nostro sguardo smette di essere infinito e finisce per gravitare attorno a quell'assenza come un satellite. Il film di Tornatore prova con linguaggio astronomico a spiegare ciò che accade quando una persona molto vicino a noi scompare improvvisamente. Non ci riesce completamente, ma ci prova con una trama al limite del barocco e bisogna  dagli atto che sembra appagarci in alcuni istanti, dopo i quali tuttavia si torna a volteggiare fra le tante acrobazie di una sceneggiatura comunque coraggiosa. la prima parte e' affascinante: una donna ha una relazione a distanza con il suo professore di astronomia che scompare improvvisamente nonostante le lettere e i continui messaggi. L'accaduto getta lo spettatore in uno stato di ansia, attesa e curiosità che il regista sa manovrare perfettamente, creando tutte le premesse di un thriller.

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Taxi Teheran di Jafar Panahi

Se ad un certo punto della vostra vita, dopo con tanti sacrifici personali e non , che vi hanno portato all'apice della vostra carriera lavorativa,  vi fosse vietato di esercitare la vostra professione, come reagireste? Rabbia, voglia di rompere cose, o di imprecare o di ubriacarvi per dimenticare? Niente di…
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Amour di Michael Haneke

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La vecchiaia, e soprattutto la sua decadenza, é il piú delle volte considerato un fatto privato che nessuno vorrebbe spiattellato in televisione o al cinema o peggio in un reality. A godere la saggezza delle rughe dovrebbero essere, nel sentire comune, solo i nipoti, i parenti diretti e gli amici…
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Tatanka di Giuseppe Gagliardi

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Ho fatto un pò di fatica ad accorgermi di questo titolo, forse perchè incosciamente faccio orecchie di mercante quando percepisco tematiche sulle difficoltà del meridione. Forse un pò di semplice stanchezza, che ha il sapore della rassegnazione; eppure sono bastati i primi dieci minuti del film, in cui si fa…
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Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni

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Lo sguardo da "sanbernardo" triste e ironico di Mastandrea è perfettamente incasellato nello splendido personaggio di Guido. Scrittore di piccole storie oniriche, in cui personaggi tristi trovano un attimo di felicità, grazie alle "capriole della tristezza", Guido non riesce a trovare, come nei suoi racconti, le stesse emozioni che rivalutano…
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