Black Mirror

Lo schermo nero di Black mirror richiama alla mia mente il nero dei romanzi di Chandler, e assomiglia maledettamente anche alle schermate degli iphone in accensione con poche differenze. Sono  due somiglianze non casuali per questa serie TV che punta a demolire I vantaggi della tecnologia moderna in un futuro tanto prossimo a quello nostro, che non sembra un futuro, ma solo qualche giorno avanti al nostro. Ogni episodio parte da due presupposti: uno e' la diffusione di moderni sistemi elettronici ed informatici; l'altro e' l'uso distorto, nero,  che si affianca alla fruizione corretta o meglio piu' pubblicizzata a vantaggio della diffusione della stessa tecnologie, e che  e' possibile perche' la societa' e' malata dentro e non vuole la felicita' dei singoli, anzi coccola le sue idiosincrasie verso le  etnie,  debolezze dei gruppi o dei singoli a suo vantaggio.  Le moderne teconologie diventano un estensione della voglia di potere e di controllo nell' inconsapevolezza delle migliaia di utilizzatori.

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Breaking Bad di Vince Gilligan

Approfitto di questa recensione di questa magnifica serie per intavolare un ragionamento sulla critica. Nello specifico lo spunto viene da una "share" su Facebook di un post dell'Avvenire sulle moderne serie tv, in cui si collegava l'elevata qualita' di questo nuovo formato con la mancanza di uno share richiesto di pubblico. Le nuove serie puntano  di piu' a fare del proprio brand un marchio da vendere ai provider per arricchire la loro offerta multimediale. Diventano un icona da vendere , in cui non ha piu' importanza la popolarita' in termini di vendite di mercato, ma l'alone di leggenda e l'elevata esclusivita' dei contentuti che possono essere argomento di discussione nel quotidiano tanto da rendere necessaria la visione, o almeno una conoscenza superficiale, altrimenti si e' fuori alla contemporaneita'.  E' un rischio che un giornale come l'Avvenire non puo' permettersi e per questo cita questa splendida serie. Peccato che sbaglia dato che la serie in questione ha avuto numeri impressionanti di ascolto e che dovrebbero accontentarsi di non essere piu' da tempo il giornale di regime del pensiero unico morale ed etico per antonomasia, e di accettare la folla di pensieri unici dell'eta' moderna.

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