poesie

poesie (44)

Düsseldorf

by

 

Una scacchiera

di alberi mutilati,

senza braccia

per coprirsi dal vento,

e di anime scolpite

dalla guerra in statue:

in mezzo il Reno

lava se stesso

con spugne di mattoni rossi

e schiuma di edifici distrutti, di fantasmi

di cuori andati,

pieni ancora

di birra e vento.

 

La sera le luci ambrate

riflesse dei boccali,

dissolvono il passato.

Rimangono le lanterne a gas,

ammiccanti alle vie, all'odore

della gente, e alle finestre

dai camini sorridenti.

Ed una enorme voglia di Te

che non esisti.

 

Ti sorprende il Reno

in sottofondo

che culla tutto.

 

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da "Trieste e una donna" di Umberto Saba

by

TRIESTE

 

Ho attraversato una cittá.

poi ho salita un´erta,

popolosa in principio, in lá deserta,

chiusa da un muricciolo:

un cantuccio in cui solo

siedo; e mi pare che dove esso termina

termini la cittá.

 

Trieste ha una scontrosa

grazia. Se piace

é come un ragazzaccio aspro e vorace,

con gli occhi azzurri e mani troppo grandi

per regalare un fiore;

come un amore

con gelosia.

Da quest´erta ogni chiesa, ogni sua via

scopro, se mena all'íngombrata spiaggia,

o alla collina cui, sulla sassosa

cima, una casa, lúltima, s´aggrappa.

Intorno

circola ad ogni cosa

un´aria strana, un´aria tormentosa,

l´aria natia.

 

La mia cittá che in ogni parte é viva,

ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita

pensosa e schiva.

 

 

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Decanta

by

Decanta, soave vino

Virtù perduta, o forse divino

Dono silvano e gioia caduta

Nota svanita…

Decanta,

Come la vita

Mesciuta alla morte

si chiama sorte,

E dà l’illusione

D’esser sopita e poco ardita

Se di passione

Non muove azione.

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Albata orientale

by

Non è un'angusta striscia litorale

questo letto dove noi siamo stesi?

Nulla è certo solo i tuoi alti seni,

vertigine che eccede il mio sentire.

 

E questa notte piena di tanti gridi

di bestie che si chiamano e si straziano,

non ci è paurosamente estranea? E ciò

che fuori spunta lento e ha come nome giorno,

non ci è quanto la notte incomprensibile?

 

Chiudere ci dovremmo uno nell'altro

come al centro de petali lo stame:

tanta è la dismisura ovunque, immensa,

che si accumula e su di noi si avventa.

 

Ma mentre l'uno all'altro ci stringiamo

per non vedere, ciò che da ogni parte ci minaccia

può venir da te, da me: perchè si nutrono

le nostre anime di tradimento.

 

 

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FOGLIE

luogo: Milano, parco nord

I.

Impiccato, sostenevo le ragioni del mio discorso:

"La malinconia è il mio scultore,
lo scalpello che mi grida statue e pensieri,
il mio big ben ed il mio primo vagito
in versi"

in quel momento appesa con me
Lei batteva, più forte del mio cuore,
il sangue fin dentro le radici del mio sguardo,
linfa dell'albero che mi strozzava il collo,
fin dentro il mio respiro e l'aria bagnata
della pioggia battente attorno.

Tutto pulsava.

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L'alito di un bacio

by

 

Amore e' un piumone azzurro
con fiocchi di nuvole
sulla distesa brulla dal mio desiderio.

Si sente il grido di un
fiore,
i petali contro la coperta del cielo,
mentre dal como' la luce si fa ombra
ed i sogni nascono nell'utero del letto.

Quando mi sveglio,
disamorato sulle guance fredde dal mattino,
capisco che e' andata via:
l'alito di un bacio lasciato in dono;
la carta regalo raggrinzita,
come il cielo
fra squarci di nuvole e vette,
come il piumone
ai piedi del letto.

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Lo zio d'america

by

 

Marina di Ragusa, ferie estate 2008

È tanto che non lo vedevo,

come uno zio d'america con i doni più belli:

il mare.

al suo arrivo la spiaggia è ai suoi piedi

e le bruciate colline lo guardano,

fingendo a fatica l' interesse

per il più violento Dio.

 

Mi ha portato il sorriso di volti lontani

e una bottiglia con dentro una lettera:

"leggila, quando sarò di nuovo lontano,

sentirai la mia voce,

come da dentro una conchiglia"

 

La sera del suo arrivo rifletto,

non è mai partito.

Lui è semprè lì davanti a me,

signore fra le perle di Singapore, i miei sguardi all'orizzonte

e le scogliere d'Irlanda.

 

Ma allora la sua lettera?

L'ho scritta io adesso con la schiuma dell' emozioni

Sull'increspato azzurro dei pensieri

 

Sono io il mare?

Non credo, sono io ad essere tornato.

 

 

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Spesso il male di vivere ho incontrato

by

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgoglia,

era l'incartocciarsi della foglia riarsa,

era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

 

[da Ossi di seppia, 1925]

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