poesie

poesie (44)

Da Finisterre

by

PERSONAE SEPARATAE

 

Come la scaglia d'oro che si spicca

dal fondo oscuro e liquefatta cola

sul corridoio dei carrubi ormai

ischeletriti, così pure noi

persone separate per lo sguardo

d'un altro? È poca cosa la parola,

poca cosa lo spazio in questi crudi

noviluni annebbiati: ciò che manca,

e che ci torce il cuore e qui m'attarda

tra gli alberi, ad attenderti, è un perduto

senso, o il fuoco, se vuoi, che a terra stampi,

figure parallele, ombre concordi,

aste di un sol quadrante i nuovi tronchi

delle radure e colmi anche le cave

ceppaie, nido alle formiche. Troppo

straziato è il bosco umano, troppo sorda

quella voce perenne, troppo ansioso

lo squarcio che si sbiocca sui nevati

gioghi di Lunigiana. La tua forma

passò di qui, si riposò sul riano

tra le nasse atterrate, poi si sciolse

come un sospiro, intorno - e ivi non era

l'orror che fiotta, in te la luce ancora

trovava luce, oggi non più che al giorno

primo già annotta.

 


 

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Un canto nel deserto

by

Da PAPAVERO E MEMORIA

 

La mano piena di ore, è così che venisti a me- io dissi:

I tuoi capelli non sono bruni.

Allora tu lievemente li alzasti sulla bilancia del dolore, e furono più pesanti di me.....

 

Venendo a te per nave, essi li caricarono, li offrono in vendita sui mercati del piacere -

Dal profondo tu mi sorridi, io a te piango dal piatto che resta leggero.

Io piango: i tuoi capelli non sono bruni, costoro offrono l'acqua del mare e tu ricambi con riccioli...

Tu mormori: costoro già riempirono il mondo di me, e io resto una forra nel tuo cuore!

Tu dici: circondati del fogliame degli anni - è tempo che ti accosti e mi baci!

 

Il fogliame degli anni è bruno, i tuoi capelli non lo sono.

 

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Invano

by
Vane

Le parole

Scorrono come acqua

Invano

Provano a lavare

Il profumo di azioni consumate

Il rumore dei sogni infranti

Il sapore di labbra straniere

Le loro impronte sulle tue braccia …


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Primavera

by
Freddo esplodi il colpo fatale

Al cuore che ingenua ti ho donato

Freme e nel suo sospiro fatale

Reca in bocca il nome dell’amato assassino.

Perdeva l’ultimo suo petalo Primavera,

E lo strale del colpo fatale accingeva

Il duro metallo addosso celava

Il prode arciere dalle celesti ali

Nascosto fra innocue piume soavi.

 

Colse infine l’attimo adatto

A compiere il breve misfatto.

Nel cuor della notte mi tolsi

Dal tiepido letto

e mi volsi

intrepida e Sconfitta dal desìo infetto,

Verso il destino mio maledetto.

 


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Spes

by

Grevi nuvole si addensano

L’aria è scura

Il silenzio è gravido d’ombre

La terra brama la Vita

Il peccatore brama Salvezza

Il fiore l’acqua

L’amante l’amata.

Finchè

Il grembo della terra

fu scosso da lucenti fulmini …

Speranza, sublime e gentile, sorrise …

E la Terra riarse di gioia

 


 

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Perchè la carezza trattiene

by
il bacio di Klimt
il bacio di Klimt
"cosa può fare ancora, dopo di Voi, un poeta? Un maestro (Goethe, ad esempio) lo si può superare, ma superare Voi - significa oltrepassare la Poesia"

Marina Cvetaeva

[...] Amanti, a voi, appagati l'uno dell'altro, 
io chiedo di noi. Vi afferrate. Ne avete la prova?
Vedete, accade che le mie mani s'avvedano l'una
dell'altra o che in esse il mio volto adusato
trovi riparo. Certo: è un poco di sensazione.
Ma chi per questo oserebbe affermare di essere?
Ma voi che nell'estasi dell'altro
crescete, finch'egli sopraffatto vi
supplica: non più -; voi che nelle carezze
diventate più ricchi come anni di vendemmia;
voi che talvolta soccombete soltanto perchè l'altro
del tutto prevale: io vi chiedo di noi. Lo so,
vi toccate beati così perchè la carezza trattiene,
perchè non svaniscono gli spazi che voi teneramente
premete; perchè lì avvertite il puro durare.
E' quasi eternità quel che vi promette l'amplesso.
E dunque quando avete superato lo spavento
dei primi sguardi e l'attesa alla finestra, e la prima
passeggiata insieme una volta attraverso il giardino:
amanti, lo siete ancora? Quando vi levate l'uno verso l'altro
e vi attaccate alla bocca-: bevanda a bevanda:
oh come stranamente chi beve sfugge al suo atto. [...]

(dalla seconda delle Elegie Duinesi)

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May

by

Fragorose cascate di baci
fili di  perle
le tue risa splendono in un assolato e pigro mattino
le primule
riscoprono il piacere di guardare le tue mani danzare
una foglia
venuta da chissà dove continua a nuotare nel vento
l'erba novella
ospita gioiosa il segreto di un tuo respiro
il dolce salice
ti avvolge con le sue fronde illacrimate...
Hai mai amato qualcuno come io amo te?...


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Acqua sullo specchio

by

Morbide volute di fumo
soffici stelle ammiccano dalla volta
tenui riflessi si sciolgono
mobili messaggi di un'anima morta forse
ma ancora viva nei ricordi
rilucenti di erburneo splendore
e tu
conservi ancora briciole di note
portate dal vento
perse da chissà dove...
Risuoni al chiarore di emozioni straniere
perle sparse nel nulla che tutto abbraccia.
Come il buio allaccia a sé il cosmo
stringi al cuore la sofferenza,
scivoli accanto alla vita
acqua sullo specchio


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Due pupazzi azzurri

by

 

Su un prato di infanzia e lenzuola
due bambolotti dalle pezze abbracciate
guardano le stelle di cemento
sotto un lampadario di luna.


La sua luce azzurra, che ammicca al bimbo
e ne culla il sogno,
veste d'angeli le toppe in amore,

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Freddo

by

Batti ancora una volta
fino in fondo
oltre le ore perse
oltre i ricordi ormai bagnati
di scintillanti gocce di momenti
entrati dentro
scivolati
immersi
nel nulla
cammino sul filo d'argento
in equilibrio cado sempre più in fondo
mentre sale
il battito sempre più forte a riempire
ormai un pozzo senza fondo
freddo


   

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