Oasis di Lee Chang-dong

 

copertina

Il film di Chang-dong e' uno di quelli che ti sedimenta dentro l'anima e ti torna in mente ogni volta che ci si rilassa e si pensa. I protagonisti di questo splendido lungometraggio sono due persone "fastidiose": lui, Jong-du,  e' un giovane un po' svitato, ma affettuoso e dispettoso come un bimbo, lei, Han Gong-ju,  e' una giovane disabile, incapace di muoversi e di esprimersi in modo "normale".  Entrambi vivono ai margini della societa' e vengono usati senza scrupoli per poi essere allontanati quando non servono; Jong-du e' uscito appena dal carcere dopo aver investito un uomo, ma si scopre che era il fratello capofamiglia ad aver commesso il fatto; Han Gong-ju viene ogni tanto usata dal fratello opportunista per avere aiuti dallo stato per poi essere relegata in un misero appartamento nella solitudine.

 

Fra i due, dopo un primo incontro burrascoso, nasce un legame affettivo e fisico che tuttavia non puo' essere accettato dalla societa' ipocrita e miope, che li circonda e a cui non interessano i veri desideri dei due "diversi".

 

scena

Quello che piu' mi e' piaciuto del film e' tuttavia non l'aspetto sociale ed educativo, ma la descrizione onirica e deliziosa dei sentimenti dei due.  Ad esempio la giovane non e' capace di abbracciare e danzare, eppure il regista la mostra nei momenti di maggiore estasi affettiva in piedi che danza con lui e con le proprie fantasie (un cucciolo di elefante, una danzatrice del ventre e un bambino che cosparge petali di rose). Il finale e' poesia pura, ma non vi rivelo nulla.

 

E' questo cinema che mischia impegno, poesia e tenerezza, che amo tanto.

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