L'amore ha il pregio di non essere solo una scialuppa a cui i naufraghi si aggrappano, ma anche la visione della terraferma quando si è navigato a lungo sull'oceano, in balia delle tempeste. Allo stesso tempo, l'amore è il mare stesso che si contempla con stupore, angoscia e desiderio dalla terraferma e dalla comoda immobilità del nostro quotidiano. Il più delle volte più che un mezzo di salvataggio, è una barca che salpa dal molo dei sogni di chi non ha mai messo il naso fuori di casa: un'imbarcazione che imbarca acqua e accoglie persone verso una meta che si rivela solo a poco a poco, non ancora definita né immaginata da alcuno, e tantomeno plasmata nella realtà.
Novità!
Tentava la vostra mano la tastiera,
i vostri occhi leggevano sul foglio
gl'impossibili segni; e franto era
ogni accordo come una voce di cordoglio.
Compresi che tutto intorno, s'inteneriva
in vedervi inceppata inerme ignara
del linguaggio più vostro: ne bruiva
oltre i vetri socchiusi la marina chiara.
Passò nel riquadro azzurro una fugace danza
di farfalle; una fronda si scrollò al sole.
Nessuna cosa prossima trova le sue parole,
ed era mia, era nostra, la vostra dolce ignoranza
di Eugenio Montale
Montale sembra esaltare, in questa poesia, il tentennamento della sapienza, del genio, quando non trova le parole per spiegare se stesso e le ragioni di un’idea. Ma fa anche qualcosa di più.
Tutto ciò che ci circonda non si intenerisce davanti a un semplice pensiero contrario, capace di bloccare la parola e insinuare un dubbio nel discorso di un oratore formidabile; né davanti all’indecisione di un virtuoso del piano che non riesce a improvvisare e a tradurre in suono questo o quel sentimento. Si intenerisce, piuttosto, davanti a un momento di buio, di panico, di rottura del discernimento, senza una via d’uscita immediata.
I fiori nascosti fra gli elettrodomestici,
piegati fra gli indumenti i baci,
colorati in frigo come mele i sorrisi.
Visitare Venezia e' come trasformarsi in un arcipelago, sostituire al proprio sangue l'acqua e sentirsi fragili, come una cristallo a forma di cigno, alla deriva del mare.
La bellezza nei film non sta solo nella trama, ma nella caratterizzazione dei suoi personaggi in relazione alla scene allestite. In "As Bestas" c'e' l'ambientazione della montagna nella sua eccezione forse piu' bucolica, primaverile o estiva con l'eccezione degli scorci finali invernali quando la trama vuol farci sentire la solitudine della protagonista femminile. L'intestino di questi posti e' raffigurato dall'interno di un bar e dalle serali discussioni abbrutite, che ivi si svolgono, dopo una giornata di lavoro sfiancante.
La guerra dei balcani sembra una riproduzione in grande stile delle nostre piccole e meschine beghe quotidiane a difesa del nostro vitale orticello. Dietro la rivendicazione dei serbi o dei croati contro I bosniaci musulmani e' facilissimo ritrovare il verbo della pensionata che ha paura ad andare al mercato e ad uscire il borsello per pagare, perche si sente osservata da occhi stranieri. O per lo meno la paura della nostra vecchina indifesa e' la perfetta bandiera nazionalista da issare sul carro armato che giustifica l'annientamento del cortile e della casa del vicino per proteggere l' incolumita' a rischio presunto dei propri cari.
Eppure chi negli anni 80 del secolo scorso andava in giro per Sarajevo, nel centro vivo dei balcani, ne decantava la multiculturalita', figlia di una prossimita' secolare fra popolazioni diverse per tradizioni e persino lingua. Per le strade della capitale bosniaca era facile incontrare una chiesa cristiana, accanto ad una ortodossa, ed in prossimita' di una moschea, con la guida dell'intera comunita' condivisa da concili ristretti dove sia l'Imam, che il vescovo, che il patriarca risolvevano I piccoli problemi quotidiani con il dialogo costante e la collaborazione. Durante l'impero ottomano o la dittatura di Tito, per secoli le velleita' di un popolo di soverchiare l'altro erano spente dalla necessita' di fare fronte comune, di fronte al potere assoluto che si reggeva sulla paura e forse sulla semplice consuetudine di una non credibile alternativa alla convivenza.
Entrambi i regimi chiudevano gli occhi sugli usi e costumi diversi pur di mantenere il controllo, e I sudditi in cambio accettavano la sottomissione pur di mantenere il proprio orticello fisico e culturale al riparo dalle ingerenze. Qualcuno cedeva pero', e nel passato remoto molti fratelli Serbi o Croati diventavano Islamici per accedere ai privilegi che la religione dominante assicurava durante il periodo ottomano, oppure piu recentemente rinunciavano in silenzio alla propria nazionalita', e diventavano comunisti e basta, senza confini.
Per questo le stragi di Srebenica dei musulmani, ad opera dei serbi bosniaci, hanno un lato oscuro ed imperdonabile che sa di fraticidio e non di guerra dichiarata alla diversita' o alla religione musulmana, come appare all'esterno.
Articoli Random
-
Visite: 3756
Personalmente per me il calcio è diventato una caricatura di se stesso: un enorme mostro, tenuto in vita dai soldi e dalla pubblicità, che si muove negli stadi senza il minimo segno di umanità e di valore sportivo. Fa comodo all'economia, "mafiosa" e non, ed alla politica che lo usa per fini propagantistici, ma fa male allo sport vero.
-
Eugenio Montale Visite: 1974
PERSONAE SEPARATAE
Come la scaglia d'oro che si spicca
dal fondo oscuro e liquefatta cola
sul corridoio dei carrubi ormai
ischeletriti, così pure noi
persone separate per lo sguardo
d'un altro? È poca cosa la parola,
poca cosa lo spazio in questi crudi
noviluni annebbiati: ciò che manca,
e che ci torce il cuore e qui
m'attarda
tra gli alberi, ad attenderti, è un
perduto
senso, o il fuoco, se vuoi, che a
terra stampi,
figure parallele, ombre concordi,
aste di un sol quadrante i nuovi
tronchi
delle radure e colmi anche le cave
ceppaie, nido alle formiche. Troppo
straziato è il bosco umano, troppo
sorda
quella voce perenne, troppo ansioso
lo squarcio che si sbiocca sui
nevati
gioghi di Lunigiana. La tua forma
passò di qui, si riposò sul riano
tra le nasse atterrate, poi si
sciolse
come un sospiro, intorno - e ivi non
era
l'orror che fiotta, in te la luce
ancora
trovava luce, oggi non più che al
giorno
primo già annotta. -
Andrea Bonaccorsi Visite: 17793
Katzelmacher è un termine spregiativo con cui in Austria e Germania venivano chiamati gli emigranti, inizialmente veneti e friulani, poi anche turchi e greci. Letteralmente "fabbricante di cazze", gli utensili in legno e in rame che quegli stranieri esportavano, per venderli, all'estero; ma ha anche un’altra traduzione, cioè “fabbricante di gattini” per alludere alla intensa prolificità degli stessi stranieri immigrati.
-
Visite: 166666
1
il mare, amo il mare e le onde dei capelli e la schiuma dei riccioli.
la spiaggia, amo la spiaggia e la sabbia della fronte e le dune delle guancie.
lei, amo lei e gli occhi del mare e i riccioli della sabbia. -
Visite: 4925
La storia di quasi 32 milioni di vedove indiane non si riesce a contenerla nè fra queste righe nè in qualsiasi altra opera. Quindi non proverò neanche a parlare di loro e delle loro tristi vicende, perchè non ne avrei la sensibilità. invece vedetevi questo film e lasciatevi accarezzare dalla bellezza dei paesaggi all'inizio a preludio di una storia viva e reale.
-
Visite: 3424
Il cinema è una passione che vivi di riflesso nella fantasia e nei sogni. Quante trame ripensiamo e quante emozioni riviviamo nel pensiero che ci attraversa d’ improvviso, mentre facciamo la spesa o cerchiamo posteggio!!!
Taormina è una città che vive di riflesso e che sai lì su un cucuzzolo a rispecchiare i tuoi sguardi di accaldato e asfissiato cittadino di una città fumante…
Il cinema e Taormina vivono nelle luci di questo festival dal sapore antico di un film in bianco e nero. Lo sguardo luccicante di Audrey Hepburn ed i riccioli di Fellini si riflettono nelle sale del festival, prima di ogni film, e il proprio cuore va lontano verso gli abbracci rubati dei propri genitori sotto le luci dei film di Dino Risi e Totò.
Il mio festival di taormina è durato due giorni: sabato 16 e domenica 17, ed ha portato con sé la meraviglia di un amore condiviso con le persone della platea e del palco. Cinema per il puro piacere del cinema.
Portfolio
Perché ballare su di un verso?

Mi chiamo Andrea Giampiccolo e da anni curo questo sito web che vuole essere una semplice esposizione di hobby e passioni, non solo mie. Per me parlare di quello che amo è come ballare, non su una musica di sottofondo, ma su versi che un poeta recita.
Su di un'immagine
Tutto quello che riguarda le visioni: dal cinema alla recensione di mostre di pittura e fotografia.
EsploraSu di una parola
Spazio dedicato a poesie, prosa, romanzi e racconti da leggere e custodire.
EsploraSu di un pensiero
Recensioni di libri, fumetti, riflessioni sull'attualità e sguardi oltre il quotidiano.
Esplora