Il Cliente di Asghar Fahradi In evidenza

Il Cliente di Asghar Fahradi

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E' una scusa questo film per chiacchierare su un regista che ammiro tanto. Fahradi e' iraniano e ormai I suoi film hanno fama mondiale, quindi le mie parole non dicono nulla di piu' a quanto ha gia' detto la critica. Sono come un urlo di gioia in piu' in un coro di grida da stadio, ma da tifoso non posso astenermi dal far sentire la mia voce e la mia stima.

Tutti I suoi film partono da un evento che si introduce in un gruppo di persone, che e' spesso una rappresentazione in miniatura della societa Iraniana, e che fa da miccia ad esplosioni di situazioni che obbligano all'introspezione immediata e sofferta, e alla rivelazione dei protagonisti sulla scena e sul mondo.  L'ambito in cui si svolgono le vicende e' ristretto in pochi luoghi perche' alla fine, anche se l'evento ha dei connotati spesso tali da richiedere il supporto di funzioni pubbliche della societa', come la polizia o la politica, Fahradi vuole mantenere un sapore intimista, come se fossimo non davanti ad un grande schermo ma ad un piccolo placoscenico teatrale: non a caso nel "Il Cliente" la trama contiene due storie parallele di cui una svolta direttamente in un  teatro dagli stessi protagonisti, attori di professione. L'ambito teatrale restringe il punto vista del film a quello del pubblico e degli attori permettendo una complicita', una vicinanza fisica, altrimenti persa inerosabilmente. Si e' li immersi nelle luci soffuse di scena accanto agli attorii, e si  vive la storia del film come se fosse la nostra.

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Il ponte sulla Drina di Ivo Andrić In evidenza

Il ponte sulla Drina di Ivo Andrić

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La bosnia e' storicamente un crocevia di culture, un piccolo medio oriente piu' prossimo e simile a noi occidentali e che ha per questo, come tutti I balcani, solleticato da sempre  la mia curiosita'. Come hanno potuto popolazioni cristiane , ebree e musulmane stare insieme? quali sono le difficolta' che incontrano e che hanno incontrato? Mi sono avvicinato al romanzo piu' famoso di Ivo Andrić proprio perche' ho pensato che niente meglio della letteratura locale puo' raccontare emotivamente e descrivere quello che la storia da sola non riesce  ancora a spiegarci a treccento sessanta gradi. Il ponte sulla Drina e' un opera, un po' autobiografica, di quello che e' stato sicuramente uno dei piu' grandi intellettuali del secolo scorso, a ragione del fatto che l'autore non si e' limitato a essere uno dei padri d'ispirazione mazziniana dello stato bosnisaco, ma ha provato con la letteratura ad analizzare questo crocevia di popolazioni per capire la radice delle loro sofferenza. Per fare questo Andrić ha pescato nel suo vissuto personale, alla sua permanenza a Visegrad, cittadina nei pressi del ponte della drina, protagonista gia' nel titolo del libro, e ha risalito gli anni con studi storici e consultazioni di leggende, archivi popolari per spiegare a se stesso e a noi , suoi lettori, il senso di quest'opera architettonica secolare, il ponte, al di la' dei propri ricordi intimi e circonstaziati temporalmente.

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