Articoli Random

  • Romano Criminale di Giuseppe Moscara

    Con piacere vi segnalo il corto, da cui il titolo, di un mio amico romano. Potete visionarlo interamente cliccando qui, e se il film vi piace potete votarlo ai seguenti indirizzi: link1 , link2
    Naturalmente non posso astenermi dal recensirlo. Essendo un corto non mi va di svelare la trama ma piuttosto di sottolinearvi la scena che più mi ha fatto sorridere: il protagonista, dopo aver lottato contro la necessità di alzarsi, vince la sua battagia sul sonno alzando le braccia in segno di vittoria. Tutto sarebbe banale e scontato se non fosse sottolineato dall immagine parallela, sopra il letto, di Giannini che ripete il medesimo gesto fra le luci dell'olimpico in una gigantografia, dal pigiama rosso "grondante tifo di ROMA", e dal coro di stadio che per un paio di secondi accompagna la gloria dell'appena svegliato.
    E' un opera realizzata con la passione di chi ama il cinema, specie quello del migliore Verdone, e che non fa altro che ribadirlo con un uso intelligente dei mezzi a disposizione.
    Ritmata e riuscita è la musica che accompagna i 10 minuti del corto, come appropriata è la scelta dei costumi (sono un pò di parte...)

  • Non essere cattivo di Claudio Caligari

    Non essere cattivo di Claudio Caligari

    Alle volte quando guardo un film, mi chiedo spesso cosa spinge un regista o uno sceneggiatore a impegnarsi anima e corpo a portare una specifica trama e dei precisi personaggi alla ribalta dello schermo. E' difficile talvolta ricostruire il background degli autori per film internazionali, ma qui in "Non esser cattivo" e' estremamente semplice ed affascinante. Si respira tutto il dibattito culturale del dopoguerra su temi della poverta' e del disagio, mai risolti perche' intrinseci all'esperienza umana della societa'. Senza ripescare il neorealismo italiano, troppo banale come richiamo, mi piace pensare a Zanardi di Andrea Pazienza. il Nasone nella fisionomia del protagonista principale, Cesare, lo ricorda tantissimo, come il suo azzannare la vita, anche se siamo lontani dal vuoto di ideali e di affetto che il fumetto trasmette, ma l'elettricita' e la cattiveria di Cesare e' proprio la stessa. Tuttavia c'e' anche uno sguardo lucido di analisi della realta' retrogada, vissuta dai due amici Cesare e Vittorio, che e' di pasoliniana memoria, che indugia sulle debolezze dei due personaggi, ma che nello stesso tempo ne descrive l'ambito e le ragioni che le determina.

  • La fine della storia

    Senza capire cos'era successo, la donna sollevò appena la testa, gli occhi socchiusi. Tre visi sconosciuti le stavano davanti e la scrutavano preoccupati.


    «Si sveglia, si sveglia», stava dicendo uno di quei visi.


    Amelia non riusciva a ricordare dove fosse. Sentiva un peso sullo stomaco e respirare le provocava un dolore acuto al petto. Sentiva gli occhi gonfi e tenerli aperti, con quella luce strana, le costava fatica. Sentiva una delle proprie gambe ripiegate sotto di sé e un braccio estraneo che le sosteneva la schiena. Avrebbe voluto guardare in faccia quelle persone e chiedere loro cosa diamine fosse successo. Le girava la testa, però, e focalizzare i pensieri era ancora difficile. Sentì un panno freddo che le veniva posato sulla fronte e cercò di tirare un sospiro di sollievo.


    Man mano che la confusione nella sua mente si diradava, Amelia cominciò a guardarsi attorno, gli occhi appena un po' più aperti. Scoprì così che dei tre visi, due appartenevano a delle donne, mentre il braccio che la sosteneva era di un uomo dai capelli brizzolati e il viso scuro. Le due donne erano le amiche di Amelia, che preoccupate si alternavano nel posarle dei panni bagnati sulla fronte e le guance. La luce, forte e brillante, era quella del sole d'agosto, che picchiava oltre la tettoia di paglia. Amelia scoprì anche di essere distesa sulla sabbia nuda.

  • GIOVANI AQUILE di  Tony Bill

    GIOVANI AQUILE di Tony Bill

    Nel bel mezzo della prima guerra mondiale, nel periodo in cui gli Stati uniti si ostinavano a mantenere la loro neutralità, lasciando che fossero gli europei a combattere, alcuni soldati americani decisero di partire per l’Europa formando una squadriglia che poi passò alla storia come la squadriglia La Fayette.

  • La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki

    La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki

    Nessuno come Murakami riesce a raccontare la solitudine come una missione epica ma nello stesso tempo triste, dolce e di malinconica bellezza. Lo sputnik è il primo satellite con un essere vivente inviato nello spazio, la cagnetta di nome Laika. Ecco quindi la splendida ma semplice metafora di Murakami: Siamo tutti come la cagnetta Laika, lanciati nello spazio alla ricerca del futuro e della speranza e tutti finiamo a vagare nell'universo senza più meta e senza più tornare. Appunto la cagnetta laika non tornerà più sulla terra e rimarra destinata a vagare nello spazio per l'eternità.

  • INTRIGO A BERLINO di Steven Soderbergh

    Steven Soderbergh, regista premio oscar per TRAFFIC, torna nelle sale con la sua ultima fatica:INTRIGO A BERLINO Sceneggiato da Paul Attanasio e tratto dal romanzo di Joseph Kanon, la pellicola è ambientata nella Berlino post-bellica in cui il reporter americano Jake Geismar si reca per trovare Lena, la ragazza tedesca di cui è innamorato ma che ha perso di vista per via della guerra; un indagine per l'omicidio di un soldato americano porterà Jake a scoprire intrighi internazionali.

Perché ballare su di un verso?

Ballerino e ballerina stilizzati

Mi chiamo Andrea Giampiccolo e da anni curo questo sito web che vuole essere una semplice esposizione di hobby e passioni, non solo mie. Per me parlare di quello che amo è come ballare, non su una musica di sottofondo, ma su versi che un poeta recita.

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