The constant gardener -la cospirazione di F. Meirelles

Sentire la puzza di cospirazione è ormai consuetudine in un mondo dove ci si sente veramente delle corde sottese di uno strumento che non suoniamo noi.
Eppure il terzo mondo con la sua povertà e i suoi orrori non è solo ormai una consuetudine dei nostri servizi giornalistici, ma l'ombra di una colpa da sanare, e forse l'ombra di qualcosa di così grande che non riusciamo a quantificare. Proprio per questa nostra incapacità ricorriamo al concetto di cospirazione, facile prendersela con chi sta in alto e preme i bottoni/grilleti con una chiara responsabilità diretta.
Il terzo mondo è appunto terzo perchè ci siamo noi come primo mondo. E' grazie alla nostra esistenza nella classifica che esiste il terzo mondo. Non voglio dire che il benessere sia out-out, ovvero o noi o loro, ma è difficile nel delicato sistema di equilibri mondiali non pensarla così. E poi se si pensa al passato, pesa sulle nostre spalle una responsabilità che appare insanabile.

 

scena

Ecco forse ho trovato le parole, se si parla di cospirazione si parla solo di una "briciola" di colpe, ma quella stessa briciola è carbone ardente sulla pelle, brucia sulle nostre coscienti sonnolenti e si veste di questa gran parola: "cospirazione".

Eppure questo sistema iniquo ha creato e crea anche "briciole" di benessere nel terzo mondo quando arriva con il suo apparato industriale alla ricerca di alti profitti e bassi costi; solo
necessita di un'istituzione locale indipendente ed intelligente che si faccia da interlocutore e mediatore fra l' "industria colonizzatrice" e le esigenze umane elementari.

E' una sorta di baratto che richiede la trasparenza e l'onestà degli interlocutori....

Il film Prende spunto da un romanzo di Le Carrè, si concentra su una delle tante "briciole" di colpe in quel vastissimo mondo che è l'africa e lo fa accostando realismo (lo stato di degrado per aids della popolazione, la possibilità di una pandemia di Tubercolosi violenta, multinazionali del farmaco senza scrupoli) e fantasia per generare una spy story di tutto rispetto.

Anche nella trama del film manca un interlocutore serio fra la i malati terminali di aids a cui vengono somministrati farmaci di sperimentazione contro la tubercolosi e le industrie farmaceutiche. A dire il vero una donna prova a fare da interlocutore ma viene barbaramente uccisa. Il limite di questo film è forse proprio la dimensione di spy story, che insiste sul concetto di cospirazione, ma la grandezza del film è l'aver costruito la trama su elementi fondati e realistici di un futuro già presente.

 

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