Fresco vincitore di 3 golden globes e candidato a 8 premi oscar, arriva nelle nostre sale il nuovo film di Bill Condon, DREAMGIRLS.
Già regista di film come DEMONI E DEI e KINSEY, Condon porta il famoso musical di Broadway sul grande schermo insieme a un cast che include, tra gli altri, Jamie Foxx,Eddie Murphy,Danny Glover e la rivelazione Jennifer Hudson. Al centro della storia l'ascesa delle Supremes, un gruppo di coriste nella Detroit degli anni 60, (di cui faceva parte anche una giovanissima Diana Ross) che conquistò la ribalta del grande pubblico.
Riflessione amara e lucida sulla disuguaglianza di nascita e di fortuna è uno soltanto degli aspetti di questo film. Giordana, che ha sempre il pregio notevole di focalizzarsi su temi attuali con toni narrativi semplici ma efficaci, stavolta si concentra sui destini degli immigrati clandestini, che su barche sporche e malfunzionanti, messe a disposizione da gente senza scrupoli, cercano le coste europee in cerca di fortuna .

"Parla con lei è un esempio in cui l´arte del cinema, come in pochi casi nella sua storia, riesce a fare filosofia. La figura del protagonista, per quanto venga etichettato come un pervertito al cui solo pensiero il suo avvocato vomita, per tutto il film anche nei momenti più bui ha una luce di serenità. Per 4 anni accudisce una splendida ragazza il cui corpo si abbellisce ogni giorno di più, ma la cui mente non risponde a causa di un coma. Ma siamo solo noi, spettatori, a pensare a quel corpo stupendo, mentre il protagonista si preoccupa di chiacchierare con la ragazza, che abita quella vestigie spenta, e farla stare bene come se nessun incidente fosse successo.
Non conoscevo questo film, nè mai avevo visto lo sguardo di Mastroianni in versione spiritata e "bastonata". Con in mente il dongiovanni della dolce vita ho apprezzato in questo film un Mastroianni ingenuo che non sa valutare e si fa divorare dagli ingranaggi cupi e malsani della vita moderna.

E' un film dai toni pacati nonostante le grida e i lacci di pelle, non è un film nato per pubblicizzare la decadence perversa di una metropoli urbana, come ormai siamo abituati dalla nostra distribuzione, specie quando si fa intrattenimento su "questo genere". Certo anche questo film è al limite fra la riflessione sule disgrazie umane e un compiacimento a fini di lucro da parte della produzione, tuttavia mi è piaciuto molto il personaggio della protagonista.
L'albania non è più una terra lontana, e purtroppo sta diventando un epiteto che noi italiamo diamo alle cose sporche che non ci piacciono. Mi ricordo che a Milano qualsiasi atto criminale commesso era subito, con una associazione altrattanto criminale di pensieri, imputata agli Albanesi. Come se noi italiani fossimo angeli...

La storia di quasi 32 milioni di vedove indiane non si riesce a contenerla nè fra queste righe nè in qualsiasi altra opera. Quindi non proverò neanche a parlare di loro e delle loro tristi vicende, perchè non ne avrei la sensibilità. invece vedetevi questo film e lasciatevi accarezzare dalla bellezza dei paesaggi all'inizio a preludio di una storia viva e reale.
Se tutto fosse alla luce del sole la storia scritta dell'italia del novecento sarebbe sicuramente un altra. Tutti i cambiamenti a livello politico, economico e sociale sarebbero tutti più chiari. Ad ogni impoverimento della popolazione corrisponderebbe una precisa strategia di clan, corporazioni, partiti politici, gruppi finanziari e logge.
Una ragazza dal viso pulito ed innocente si riunisce dopo anni con lo zio, reduce dal Vietnam e Americano convinto. Girando con un furgone super-organizzato per spiare e scandagliare l'ambiente circostante, difende l'america da ulteriori minacce dopo l'undici settembre.
Mi rammarico quando penso all'immenso talento di Germi e alla poca divulgazione dei suoi film. C'è chi dice che essendo vissuto in tempi più bui (la guerra fredda), dove l'appartenenza poilitica era prioritaria per avere successo, la libertà espressiva e politica di Germi era scomoda e troppo disinvolta.
Certe volte un evento della propria vità può diventare una menomazione o un handicap che non permette ai giorni di scorrere normalmente senza sentirsi svantaggiati o semplicemente diversi dai propri simili o vicini. Si ci sente in una maniera forse indicibile, che riassumo volgarmente nella parola "soli".
Tuttavia in determinati posti al mondo, nei più impensabili come una petroliera in mezzo all'oceano, la menomazione diventa una semplice connotazione o addirittura un mezzo funzionale di comunicazione.