Nuit claire

by

Persa dietro una candela accesa

Un’ombra dorata accarezza il dorso della luna

E si dissolve, nuvola pigra

Nella bruma notturna che contorna le forme

Del mondo, fra le ciglia ormai socchiuse di un bambino

Soffici ali, leggere

Scivolano fra le palpebre calde.

Le ultime luci si spengono.

Un sorriso giace fra le guance rosee.

La notte è sorta, piena.

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pensieri

by

L'amore è sempre pettinato

e sa di pulito,

ha la barba ben fatta

e tutte le camicie senza pieghe!

 

La solitudine ha i capelli arrufati,

lo sguardo assonnato,

ed un libro di poesie sotto il braccio,

ma non dentro il cuore!

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Düsseldorf

by

 

Una scacchiera

di alberi mutilati,

senza braccia

per coprirsi dal vento,

e di anime scolpite

dalla guerra in statue:

in mezzo il Reno

lava se stesso

con spugne di mattoni rossi

e schiuma di edifici distrutti, di fantasmi

di cuori andati,

pieni ancora

di birra e vento.

 

La sera le luci ambrate

riflesse dei boccali,

dissolvono il passato.

Rimangono le lanterne a gas,

ammiccanti alle vie, all'odore

della gente, e alle finestre

dai camini sorridenti.

Ed una enorme voglia di Te

che non esisti.

 

Ti sorprende il Reno

in sottofondo

che culla tutto.

 

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da "Trieste e una donna" di Umberto Saba

by

TRIESTE

 

Ho attraversato una cittá.

poi ho salita un´erta,

popolosa in principio, in lá deserta,

chiusa da un muricciolo:

un cantuccio in cui solo

siedo; e mi pare che dove esso termina

termini la cittá.

 

Trieste ha una scontrosa

grazia. Se piace

é come un ragazzaccio aspro e vorace,

con gli occhi azzurri e mani troppo grandi

per regalare un fiore;

come un amore

con gelosia.

Da quest´erta ogni chiesa, ogni sua via

scopro, se mena all'íngombrata spiaggia,

o alla collina cui, sulla sassosa

cima, una casa, lúltima, s´aggrappa.

Intorno

circola ad ogni cosa

un´aria strana, un´aria tormentosa,

l´aria natia.

 

La mia cittá che in ogni parte é viva,

ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita

pensosa e schiva.

 

 

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Decanta

by

Decanta, soave vino

Virtù perduta, o forse divino

Dono silvano e gioia caduta

Nota svanita…

Decanta,

Come la vita

Mesciuta alla morte

si chiama sorte,

E dà l’illusione

D’esser sopita e poco ardita

Se di passione

Non muove azione.

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Albata orientale

by

Non è un'angusta striscia litorale

questo letto dove noi siamo stesi?

Nulla è certo solo i tuoi alti seni,

vertigine che eccede il mio sentire.

 

E questa notte piena di tanti gridi

di bestie che si chiamano e si straziano,

non ci è paurosamente estranea? E ciò

che fuori spunta lento e ha come nome giorno,

non ci è quanto la notte incomprensibile?

 

Chiudere ci dovremmo uno nell'altro

come al centro de petali lo stame:

tanta è la dismisura ovunque, immensa,

che si accumula e su di noi si avventa.

 

Ma mentre l'uno all'altro ci stringiamo

per non vedere, ciò che da ogni parte ci minaccia

può venir da te, da me: perchè si nutrono

le nostre anime di tradimento.

 

 

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