
La bellezza di questo libro la riassumo in due elementi, di cui il primo è la debolezza del protagonista. E' la sua meschinità che lo rende umano e verosimile, e che fa di questa storia narrata un caso letterario. Tutto il libro è la spiegazione di una colpa e la sua risoluzione che però non è mai definitiva, solo accennata alla fine del romanzo. Ed in effetti come si ci può discolpare del fatto di essere uomini se non con la fine dei propri giorni o nel caso di un romanzo con la lettura dell'ultima pagina? Eppure le conseguenze dei nostri gesti saranno lì a sopravviverci, a darci una cornice con una foto sopra il nostro tumulo di terra, oppure a vagare, come nuvolette di fumetto, nelle fantasie dei lettori che chiudono il romanzo sopra il loro comodino.









Forse è con un pò di masochismo che non mi stanco di segnalare e di divulgare le notizie sulla nostra CASTA SICILIANA: i parlamentari regionali di palazzo dei Normanni.
Nel 1974 la banca d'italia affida a Giorgio Ambrosoli la responsabilità della liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Ambrosoli è un avvocato sconosciuto alle alte sfere finanziare e politiche comtemporanee e forse proprio per questo viene chiamato ad un incarico delicatissimo dove l'inesperienza magari sarebbe stata opportunamente controllabile.